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Leishmaniosi: come difendere Fido

31 Luglio, 2019 10:00 am

Repellenti specifici sulla cute in fiale oppure collari, ma anche sostanze in grado di allontanare i pappataci: ecco come proteggere i nostri cani dalla leishmaniosi, malattia sempre più diffusa

Fino a qualche anno fa, la leishmaniosi canina era diffusa soprattutto nelle zone del Mediterraneo, dove il clima è caldo e umido. Si sta però diffondendo anche altrove, per esempio in Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Valle D’Aosta: può sembrare strano pensare che in queste regioni, persino nelle aree prealpine, possa diffondersi una malattia tipica dei luoghi tropicali. Gli ultimi dati raccolti dal Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi  per il Ministero della Salute lo confermano: diversi casi di Leishmaniosi sono stati osservati anche molto a Nord. L’insetto vettore – chiamato flebotomo, o più comunemente pappatacio,  più piccolo di una zanzara – è dichiarato ormai endemico anche in città non certo tropicali, come Varese e Trento.

 

Di che cosa si tratta

La Leishmaniosi canina è una malattia causata da un protozoo, Leishmania infantum, che viene trasmesso tramite la puntura del flebotomo. Il minuscolo insetto è in grado di oltrepassare le zanzariere, ma rischiano maggiormente i cani che trascorrono la notte all’aperto oppure che fanno lunghe passeggiate nelle ore serali, soprattutto in zone erbose. Se vengono punti dai pappataci che in precedenza aveva attaccato un cane infetto, può trasmettere la leishmaniosi a un altro esemplare. A volte possono comparire sintomi come dimagrimento, apatia, perdita di pelo soprattutto intorno agli occhi, comparsa di eruzioni cutanee. Altre volte non compaiono sintomi esterni e questo può essere anche peggio perché la malattia può attaccare gli organi interni, soprattutto i reni. Che sviluppi i sintomi o meno, una volta infettato il cane rimane per sempre un serbatoio del parassita: quando la malattia si sviluppa, può essere tenuta sotto controllo, ma non può guarire, proprio per questo la prevenzione è fondamentale. E c’è di più: se la leishmaniosi non viene adeguatamente trattata, può progredire e diventare seria, fino a portare in alcuni casi al decesso.

 

Controlli e prevenzione

L’unico modo per difendere il proprio amato quattrozampe nei mesi estivi è prevenire la malattia. Prima è necessario escluderla, anche in assenza di sintomi, mediante un test specifico che si effettua dal veterinario. Se è malato, si iniziano le cure prima che compaiano i danni. Se invece il cane è sano, è possibile ricorrere a misure di prevenzione. Prima di tutto, è bene far restare in cane al chiuso nelle ore notturne. Durante le passeggiate è bene evitare di farlo stazionare a lungo fermo in aree umide ed erbose. In casa sono efficaci anche contro i flebotomi i repellenti a diffusore usati contro le zanzare. Sulla pelle del cane si possono applicare ogni tre-quattro settimane speciali sostanze che tengono lontani i flebotomi, oltre che le pulci e le zecche. Vanno applicati in tre punti  sul dorso, scostando il pelo in modo che la sostanza raggiunga la cute. Oppure, in alternativa, esistono collari che durano alcuni mesi e vanno indossati dalla bestiola ventiquattro  ore al giorno. Altra alternativa: il vaccino.

 

Lina Rossi

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