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animali domestici contro la vecchiaia
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La ricerca ha coinvolto 7945 partecipanti di età pari o superiore a 50 anni, ed in possesso di un animale domestico: un cane o un gatto. Lo studio si è sviluppato su due tempi: da giugno 2010 a luglio 2011 e da giugno 2018 a luglio 2019 nell’English Longitudinal Study of Ageing. Tutti i partecipanti erano di età pari o superiore a 50 anni. I dati sono stati analizzati dal 1° aprile al 30 giugno 2023. In questo studio sono state valutate: la memoria verbale e la fluidità verbale, così da calcolare la cognizione verbale composita

I risultati forniscono prove sui benefici di avere un pet

I benefici del possesso di animali domestici, indipendentemente se un cane o un gatto, verso la memoria verbale e sulla fluidità verbale tra gli anziani che vivono soli, sono stati evidenti. Oltre alla memoria verbale e alle funzioni esecutive, le mansioni cognitive comprendono anche l’attenzione, il ragionamento, la velocità di elaborazione, l’accuratezza e così via. Ciò che ha fatto la differenza in questa ricerca è che il beneficio si è evidenziato solo per le persone che vivono sole in casa con l’unica compagnia dell’animale domestico.  Indubbiamente il pet di casa rendere il nonno più attivo anche a livello motorio. Non si è evidenziato alcun vantaggio tra coloro che a parità di età e di compagnia di un pet, vivono con altre persone in casa. il possesso di animali domestici è quindi associato a una migliore velocità di elaborazione e orientamento. E’ comunque necessaria una valutazione cognitiva completa per esplorare la correlazione longitudinale tra il possesso di animali domestici e la funzione cognitiva globale. Questi risultati suggeriscono che il possesso di animali domestici può essere associato a un declino cognitivo più lento tra gli anziani che vivono soli.

Sono necessari ulteriori studi per valutare se i per rallentano declino cognitivo

Gli anziani che vivono soli sono ad alto rischio di sviluppare demenza, e vivere da soli è una condizione che, purtroppo, non può essere modificata facilmente. Rispetto ai proprietari di animali domestici che vivevano con altri famigliari o coetanei i proprietari di animali domestici che vivevano da soli mostravano tassi di declino più lenti. Questi risultati suggeriscono preliminarmente che il possesso di animali domestici potrebbe compensare completamente l’associazione tra la vita da soli e tassi più rapidi di declino della memoria verbale e della fluidità verbale tra gli anziani. La percentuale attribuibile alla popolazione che vive da sola per la demenza era dell’8,9%, e la cifra aumenterà con l’aumento della percentuale di persone che vivono da sole.  Il possesso di animali domestici costituisce un semplice cambiamento auspicabile. Pertanto, studi clinici randomizzati dovrebbero esplorare se il possesso di animali domestici può rallentare il tasso di declino cognitivo, soprattutto negli anziani che vivono da soli. Se ulteriori studi confermassero questi risultati, possedere animali domestici potrebbe aiutare a rallentare il declino cognitivo e a prevenire la demenza oltre alla sana alimentazione.

Rossi Lina

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