Eredità del covid: separazioni e figli in due case

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Eredità del covid: separazioni e figli in due case

covid e separazione

Non è vero che la pandemia di Covid-19 ha unito le famiglie, infatti sono state tante anche le separazioni e molte coppie sono naufragate. Così i bambini si vedono costretti ad avere due case ed a frequentare una realtà totalmente sconosciuta. Una situazione non facile per i più piccoli, alle volte sono proprio loro a vivere forti sensi di colpa per non essere riusciti a fare da collante alla coppia. Per questo è essenziale dimostrare affetto ai figli e cercare di andare d’accordo. È anche necessario organizzare gli spazi sia fisici sia effettivi in modo che il bambino si trovi a suo agio e sia il più sereno possibile.

Una stanza quasi uguale

È importante che la stanza da letto sia organizzata nello stesso modo in entrambe le abitazioni dei genitori. Questo è importante soprattutto nei bambini piccoli, al di sotto dei sette – otto anni. Se il genitore non affidatario ha la possibilità di avere una stanza per il bambino, è bene che la arredi in modo che sia il più possibile somigliante a quella in cui ha vissuto e vive regolarmente. Mantenere un’organizzazione spaziale simile dell’ambiente, permette ai bambini di non rivedere la loro rappresentazione mentale della stanza tutte le settimane. È opportuno sistemare la scrivania nella stessa posizione che a casa, così come l’armadio, il letto e gli spazi per riporre i giocattoli. Il letto non deve essere solo nella stessa posizione, ma deve avere lo stesso materasso, la stessa rete e colori di base.

La sicurezza dallo spazio simile

La necessità di avere un letto uguale è dettata dal cosiddetto accomodamento. È la stessa sensazione che prova un adulto quando cambia letto per lavoro o vacanza: per una notte o due ci si trova a disagio ed è necessario un po’ di tempo per ambientarsi. La stessa sensazione prova un bambino che deve cambiare letto uno o due volte la settimana. La differenza è che per un bambino l’accomodamento è una forma di stress fisico, al quale si aggiunge lo stress psicologico di cambiare casa e di non vedere i genitori insieme.

La possibilità di organizzare i giochi

Quello che invece può essere lasciato alla creatività del bambino è lo spazio dedicato ai giochi. L’angolo dei giocattoli va lasciato all’inventiva del bambino, perché secondo gli esperti nell’attività ludica è meglio non intervenire e lasciare che il bambino organizzi il suo spazio vitale. Infatti un conto è il posto dove dormire e riporre gli indumenti, una sorta di spazio mentale e di sicurezza. Il gioco, invece, è l’ambito della creatività. La possibilità di inventare, creare, lasciare spazio alla fantasia aiuta a evitare tra i genitori nascano forme di competitività tese a dimostrare che ciascuno è il genitore migliore. A tal proposito è bene evitare di fare a gara nel coprire il piccolo di regali e di giocattoli.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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