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Ordine di nascita influisce sulla futura attività lavorativa

15 Luglio, 2019 10:00 am

Può sembrare distante dalla realtà, ma è proprio così, essere un primo figlio o un secondo può fare la differenza nella scelta lavorativa. È un parametro da non sottovalutare

Ebbene sì, l’ordine di nascita può influire e non poco sulla scelta di quello che si vorrà o saprà fare da grandi nella vita. Un bambino primogenito o un figlio unico può avere maggiori probabilità di diventare un medico o un avvocato. I fratelli più giovani, dal secondo in poi, si rivolgono più spesso alle professioni artistiche o che comunque fanno stare gran parte del tempo fuori da un ufficio o comunque all’aria aperta. Cerchiamo di capirne il perché e soprattutto come stanno effettivamente le cose.

 

Numeri che hanno stimolato la curiosità intorno ai primogeniti

La lettura di alcuni brani riguardanti gli astronauti ha stimolato la ricerca per soddisfare la curiosità, ebbene, tra i primi ventitré astronauti americani andati nello spazio, ben ventuno erano primi figli. Tutti e sette gli astronauti del primo programma spaziale americano, il Mercury Seven, erano primogeniti.  Una indagine condotta nel 2007 sulla personalità dei leader d’azienda aveva messo in rilievo che il 43% dei CEO erano primogeniti, il 33% erano in ordine di nascita i secondi e il 23% erano i più piccoli.  Altri famosi uomini o donne balzati alla notorietà in ogni ambito scientifico o nel campo economico-politico sono o sono stati: Winston Churchill, Luigi XIV meglio conosciuto come Re Sole, Maximilien de Robespierre, Hillary Clinton ed Oprah Winfrey. I secondi nati o comunque i più piccoli sono emersi lavorativamente soprattutto nel campo sportivo o comunque sport pericolosi come ad esempio: salto con gli sci, gare motociclistiche, tuffi da trampolini. Uno studio di qualche anno fa prese in esame gli studenti universitari americani ed era emerso che i primogeniti erano poco propensi a cimentarsi in sport pericolosi, i più temerari erano gli ultimi nati.

 

L’inesperienza dei genitori e maggior tempo a disposizione fanno la differenza

I genitori indubbiamente passano con il primo figlio molto più tempo, infatti i bambini nati per primi hanno a disposizione circa tremila ore di tempo in più rispetto al secondo o terzo nato. Questa differenza iniziale resterà tale per tutta la vita ma ciò che è più rilevante, e che determina la grande differenza, è la qualità del tempo condiviso come se fosse e di fatto lo è l’unico figlio per quel periodo di tempo. Anche se i genitori si forzano di passare la stessa quantità di tempo con due o più figli, purtroppo il tempo libero totale non sarà mai simile a quello di un primogenito.   I genitori, proprio per l’inesperienza non solo dedicano più tempo, ma mettono in campo e richiedono una maggiore qualità sia nell’educazione sia nella correttezza. Molta attenzione viene posta allo sviluppo del linguaggio,  la base del successivo sviluppo del pensiero, i bambini senza fratelli, crescono come dei piccoli adulti, per questo motivo i primogeniti tendono a seguire maggiormente interessi basati sulle attività cognitive. Uno studio dell’Università dell’Essex – Institute for Social and Economic Research dopo aver analizzato un migliaio di coppie di fratelli, concluse che i primi nati avrebbero avuto il 16% di probabilità in più dei secondi fratelli di frequentare l’università. A conferma di questa evidenza una ricerca condotta dall’Università di Edimburgo. dott.ssa Ana Nuevo-Chiquero, ha dimostrato che i primogeniti possiedono maggiori capacità riflessive rispetto ai fratelli più piccoli, proprio perché vengono maggiormente stimolati dai genitori. L’atteggiamento dei genitori con gli altri figli è più rilassato, vengono stimolati e coinvolti di meno in attività come la lettura, suonare uno strumento o fare lavoretti creativi. Queste modifiche nel comportamento dei genitori impostano i figli su un percorso cognitivo e un rendimento scolastico inferiore con un forte impatto sui risultati nella vita adulta. E’ anche presente una maggiore disponibilità a passare sopra e perdonare comportamenti che al primo figlio non è stato concesso.

Per concludere sembra che i vantaggi dei primi figli iniziano a farsi evidente fin da piccolissimi, con maggiori capacità cognitive sia nella lettura, comprensione del testo e capacità verbali oltre che matematiche.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra, psicologo clinico, psicoterapeuta cognitivista

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