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Gli amici di mio figlio non mi piacciono

febbraio 1, 2019 10:00 am

Se non si apprezzano gli amici dei propri bambini, è meglio tenere per sé questi sentimenti senza intervenire. Vostro figlio capirà da solo se è la compagnia che giusta per lui

I genitori sono tenuti a occuparsi del benessere e dell’educazione dei propri figli. Per questa ragione è normale interessarsi anche dei bambini che frequentano più volentieri e che, da compagni di classe o di giochi ai giardinetti, diventano veri e propri amici. Si incontrano a casa dell’uno o dell’altro, si creano gruppi, insomma si instaurano rapporti speciale. Qualche volta l’amico o l’amica del nostro bambino non incontra i nostri gusti: ci sembra troppo timido e che quindi freni un po’ le sue capacità di socializzazione, o al contrario ci appare fin troppo disinvolto e prepotente, al punto che nostro figlio è quasi un po’ succube. Ancora, il bambino viene da una famiglia che possiamo considerare culturalmente diversa dalla nostra e temiamo che la frequentazione gli faccia dimenticare i principi educativi che gli abbiamo inculcato con impegno.

 

È nostro figlio che deve scegliere

Insomma, le ragioni per cui non apprezziamo le amicizie dei nostri figli possono essere davvero tante. Alla base, anche se non ci piace ammetterlo, ci può essere una forma di gelosia, perché ci rendiamo conto che il bimbo o la bambina sta crescendo e quindi noi come genitori da soli non bastiamo più. Crescendo i bambini cercano altri punti di riferimento allargando gli orizzonti affettivi. Dobbiamo invece essere contenti di questa evoluzione emotiva: indica che il nostro bambino ha un buon rapporto con l’ambiente sociale che lo circonda e desidera fare conoscenze, sperimentando nuove dinamiche relazionali, non solo con gli adulti ma anche con i coetanei. In secondo luogo, non dimentichiamo che sono i nostri ragazzi a scegliere gli amici, non noi. Si tratta – è bene tenerlo a mente – della loro vita e iniziano quindi a operare scelte precise su come viverla, anche se   ancora piccoli. Lui o lei sono altro da noi e non possiamo sapere che cosa li spinga a cercare quel particolare amico. A noi non piace perché troppo tranquillo? Forse lui si trova a suo agio proprio perché così riflessivo e rilassante. Noi abbiamo l’impressione che sia troppo dinamico e scatenato? Forse nostro figlio ha bisogno proprio di questi stimoli così diversi dal nostro modo di essere.

 

Gli errori da non commettere

Anche le famiglie che non condividono i nostri metodi educativi possono suscitare l’interesse dei nostri figli, alla loro età tutto quello che è diverso suscita interesse. Ma niente paura: non è detto che si lascino influenzare. Se un’amicizia è davvero qualcosa che non fa per loro, saranno i nostri bambini a scegliere, perché con il tempo le divergenze profonde potranno portare a un allontanamento spontaneo. Inoltre non si deve dimenticare che le amicizie dell’infanzia  non sempre durano e che se i legami non sono davvero profondi è sufficiente un cambio di scuola per perdersi di vista. Quello che non si deve assolutamente fare è vietare di avere amici scelti da loro. Non si può pretendere che frequentino i figli della nostra migliore amica: non è matematico che, se i genitori vanno d’accordo, anche ai figli accade lo stesso. Non vanno bene le imposizioni, le decisioni prese di nascosto del tipo: oggi pomeriggio verrà a giocare un bambino molto educato, ti piacerà molto. Lasciamo invece che siano loro a decidere chi frequentare. Ovviamente è sempre bene vigilare ma con discrezione. Tutto però deve essere molto spontaneo, senza traumi o forzature.

 

Giorgia Andretti

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