prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Così fiorisce l’amicizia tra i bambini

aprile 9, 2009 12:28 pm

L’ingresso nella scuola e la nascita dei primi rapporti speciali con i coetanei. Le ricerche rivelano che anche per i più piccoli i primi dieci minuti di contatto sono determinanti. E’ la scuola la palestra dell’amicizia. Ed è tra i banchi di scuola che i bambini costruiscono i loro primi importanti rapporti di amicizia. Spesso…

Così fiorisce l’amicizia tra i bambini

L’ingresso nella scuola e la nascita dei primi rapporti speciali con i coetanei. Le ricerche rivelano che anche per i più piccoli i primi dieci minuti di contatto sono determinanti.

E’ la scuola la palestra dell’amicizia. Ed è tra i banchi di scuola che i bambini costruiscono i loro primi importanti rapporti di amicizia. Spesso destinati a durare nel tempo e a lasciare una traccia indelebile nella memoria della propria infanzia. E’ infatti sempre con affetto che, da adulti, quando le scelte di vita ci hanno allontanato dal nostro quartiere o dalla nostra città d’origine, si ricordano gli amici più intimi dell’infanzia.

Primi rapporti tra incontro e scontro
I primi rapporti con i coetanei iniziano con la scuola materna. Il più delle volte, infatti, i bambini arrivano ai tre anni sostanzialmente circondati dagli adulti: genitori, nonni, baby sitter. Stando così le cose l’ingresso alla materna può trovare il bambino non ancora pronto a rapportarsi con i coetanei. Avendo vissuto esclusivamente con gli adulti, il bambino scopre di colpo di non godere più della disponibilità gratuita alla quale era abituato, scopre di non poter più imporre il proprio punto di vista. Inevitabile dunque che i primi rapporti con i coetanei finiscano per essere segnati da una dinamica ambivalenti di incontro e di scontro. La convivenza in classe richiede un forte spirito di adattamento, finalizzato a superare le delusioni derivanti dalle sconfitte nel rapporto con altri bambini. Può capitare quindi che colui che non riesce ad adattarsi, opti per la fuga, esprimendo così la difficoltà ad amalgamarsi con i coetanei. Alcune delle patologie psicologiche che compaiono all’improvviso senza prodromi precedenti e comunque inspiegabili, sono dovute alla fuga, la casa resta il nido dove ci si sente protetti.

L’amicizia aiuta a superare i problemi
Le amicizie costruite durante la frequenza alla scuola materna, possono andar perse a causa dell’inserimento in scuole e/o classi diverse. Ecco quindi che l’ingresso alla prima classe del ciclo delle elementari, può introdurre i bambini in un contesto totalmente nuovo per loro pur essendo ormai abituati ai coetanei. Il bisogno di trovare un volto simpatico con cui rapportarsi diventa necessario per affrontare la paura delle nuove regole, dei nuovi spazi ma soprattutto per affrontare i nuovi adulti, con cui dovrà rapportarsi per l’intero anno scolastico. Il nuovo amico o la nuova amica aiuta a sentirsi più sicuri e tranquilli. Ma quale è il processo cognitivo che guida la scelta? All’inizio, i bambini sono attratti dalla reciproca somiglianza, effetto “looking-glass”, o, al contrario, dalla totale differenza di temperamento, quasi per compensare le lacune reciproche. Qualunque sia la motivazione che stimola la nascita del rapporto, il vero legame di amicizia, si instaura spesso nei primi 10 minuti di contatto.

I primi 10 minuti di contatto
Alcuni ricercatori della Ohio State University, hanno studiato lo sviluppo del comportamento di amicizia ed hanno scoperto appunto che:”I primi 10 minuti passati insieme e che decorrono dal primo incontro, sono fondamentali per predire quale sarà l’esito finale della relazione, ovvero se a distanza di nove settimane l’amicizia si è concretizzata o meno”. Questa ricerca deve far riflettere i genitori sul proprio intervento nel promuovere o nel contrastare la nascita di un’amicizia.
Quanti i genitori che accettano incondizionatamente le scelte dai bambini? Quanti i genitori che invece impongono le amicizie ai bambini perché sono amici i genitori stessi? Stando alla ricerca del Professor Artemio Ramirez dell’Ohio e del professor Michael Sunnafrank del Minnesota, i bambini, come gli adulti, in quei primi minuti elaborano tutta una serie di informazioni che, all’istante fanno emergere l’altro come: complementare o incompatibile. Da quel momento in poi la prima impressione che il bambino elabora “dell’altro”, viene fissata nel personale sistema di convinzioni. Se il risultato è positivo, il rapporto si rinforza fino a diventare una vera amicizia, se al contrario non si instaura il feeling necessario, i bambini possono rispondere utilizzando vari comportamenti, dal semplice rifiuto all’antipatia più palese.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

- -


ARTICOLI CORRELATI