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L’antidepressivo migliore per i teenager è lo sport di squadra

Aprile 3, 2019 10:00 am

Fare sport in gruppo con gli amici è un vero antidepressivo naturale: aumenta il volume dell’ippocampo, l’area deputata al controllo delle emozioni e alla produzione di endorfine

Il ragazzino è giù di morale? Ha poca voglia di studiare, scarsi interessi e lamenta di avere pochi amici? Invece che correre subito dallo psicologo, si potrebbe pensare di iscriverlo a uno sport di squadra. Tutti gli sport di squadra vanno bene, sia che si tratti del solito calcio o del basket o della pallavolo, della pallanuoto fino a discipline più insolite. Oltre a far bene allo sviluppo del fisico, anche la mente ne trarrebbe grande beneficio. Lo sostiene un gruppo di esperti che ha condotto indagini in merito.

 

Lo sport di squadra contribuisce a modificare la struttura del cervello

Che si tratti di calcio, rugby, pallacanestro o atletica, la partecipazione agli sport di squadra è collegata a una minore probabilità di depressione nei teenager oltre che alla modificazione nella struttura del loro cervello. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging. Lo hanno condotto i ricercatori della Washington University di St. Louis, negli USA,  hanno esaminato un campione di 4.191 bambini tra nove e undici anni, dei quali avevano anche raccolto informazioni sulla pratica dello sport o altre attività e su eventuali sintomi depressivi. Le scansioni cerebrali dei bambini hanno fornito dati sul volume del loro ippocampo, area del cervello importante per la memoria ma anche per l’umore. È stato scoperto che il coinvolgimento nello sport è correlato a un aumento del volume dell’ippocampo e alla riduzione della depressione nei giovanissimi. Queste relazioni erano particolarmente forti in chi faceva parte di squadre scolastiche e associazioni sportive rispetto a chi aveva un impegno più informale nelle attività fisiche, forse grazie alla maggiore interazione sociale o regolarità che comporta il lavoro in team. Lo stesso non si è verificato in altre aree di attività, come l’arte, il disegno, lo studio delle lingue, che restano comunque attività validissime per altri tipi di apprendimento.

 

Dallo sport di squadra vantaggi per tutti

Lo sport di squadra comporta benefici per una serie di motivazioni: aiuta a socializzare, allarga il campo delle amicizie favorendo nuovi interessi, aiuta a smussare alcuni tratti del carattere. Quando un bambino preferisce stare per conto suo, disegnare piuttosto che partecipare a giochi di gruppo e non stringe amicizie di propria iniziativa, iscrivendolo a uno sport di squadra, potrebbe riuscire ad aprirsi. Qualsiasi pratica sportiva di gruppo va bene, l’importante è che sia lui a decidere. Per un ragazzino è portato a imporre la propria volontà con la prepotenza, a voler avere sempre ragione, è utile scegliere un’attività sportiva che gli permetta sì di sfogare energia e aggressività, ma che lo aiuti a indirizzarla e ad avere più rispetto con gli altri. Un gioco di squadra, che presuppone molto movimento, aiuta a scaricare le energie in eccesso, ma anche ad avere rispetto di regole, compagni e avversari. Vanno bene quindi tutti gli sport di squadra, dal calcio alla pallacanestro, dalla pallanuoto al rugby. Quest’ultimo, in particolare, in Inghilterra viene praticato regolarmente nei college per il suo valore educativo.

La pallanuoto può essere intrapresa già attorno agli otto anni. Per rugby, basket e pallavolo è meglio attendere i dodici anni, ma ne esistono versioni propedeutiche adatte anche a bambini delle scuole elementari.  L’indicazione per la pratica sportiva di gruppo va bene sia per i maschi sia per le ragazzine.

 

Giorgia Andretti

 

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