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Bambini e lo sport: come aiutarlo nella scelta

settembre 20, 2018 10:00 am

È il momento di scegliere l’attività sportiva pomeridiana per nostro figlio: la scelta è vasta, ecco come capire qual è la più giusta per lui, perché si diverta e ne tragga beneficio

 

Spesso, quando si vuole iscrivere il proprio figlio a un corso sportivo, ci si basa sulla comodità: così si decide per il nuoto se la piscina è vicino a casa, oppure si opta per il tennis visto che può andare in gruppo con i compagni di scuola. Altre volte si spingono i bambini a fare l’attività sportiva che avrebbero voluto far i genitori e che per una serie di motivi è rimasta il sogno nel cassetto, leggere la carta dei doveri dei genitori può essere utile.  Invece, è importante tenere conto che non tutti gli sport sono adatti a tutti: contrariamente a quello che si sosteneva qualche anno fa, alcune attività non sono proprio l’ideale per certi bambini. Assecondare le tendenze di ciascuno è importante perché, in caso contrario, nel bambino si potrebbe sviluppare una forma di rifiuto verso tutti gli sport in genere.

 

Per i bambini timidi o pigri

Quando un bambino è riservato è meglio orientarsi su attività come atletica, nuoto o ciclismo: sport individuali. Il bambino quindi è costretto a misurarsi soprattutto con se stesso e il confronto solo indiretto con gli altri lo sprona ad aprirsi e a migliorarsi. La danza classica è un’attività più femminile anche se non mancano maschietti che si appassionano, è adatta alle più timide per la dolcezza dei movimenti. Inoltre aiuta a prendere confidenza con il proprio corpo e ad essere più sicure di sé. Anche l’equitazione può essere uno sport adatto ai timidi. Doversi prendere cura del pony, accudirlo e nutrirlo migliora il senso della comunicazione anche verso i coetanei. Danza, atletica, ciclismo e nuoto dovrebbero essere iniziati a circa cinque-sei anni. L’equitazione si può praticare anche a partire dai quattro anni compiuti.

 

Per i bambini dinamici e spavaldi

Un ragazzino vivace e un po’ prepotente è adatto per tutti gli sport di squadra, dal calcio alla pallacanestro, dalla pallanuoto al rugby. Il gioco di squadra presuppone molto movimento, aiuta a scaricare le energie in eccesso, ma anche ad avere rispetto delle regole, dei compagni oltre che degli avversari. L’atteggiamento del singolo può influenzare a far risentire tutta la squadra. La pallanuoto può essere intrapresa già attorno agli otto anni. Per rugby, basket e pallavolo è meglio attendere i dodici anni, esistono però versioni propedeutiche adatte anche a bambini delle scuole elementari. Per i bambini che hanno l’argento vivo addosso, è importante permettere che la loro energia si sfoghi in sport molto attivi, come per esempio i vari tipi di hockey o la pallamano per i maschi. Per le bambine sono più adatti basket e pallavolo. Si tratta di attività che presuppongono movimenti veloci e rapidità nell’adeguarsi allo svolgimento delle azioni, che possono cambiare anche all’ultimo momento. I diversi tipi di hockey e pallamano si possono iniziare anche a sei-sette anni circa. Per le bambine, pallavolo e basket possono essere iniziati a circa otto-nove anni.

 

Per i bambini insicuri

Un bimbo indeciso, quello che lascia decidere agli altri, dovrebbe dedicarsi a un’attività che gli permetta di rafforzare la propria autostima. Non vanno quindi bene gli sport di squadra e molto competitivi, dove si sentirebbe schiacciato dalla personalità degli altri diventando ancora più insicuro. Meglio uno sport che gli permetta di concentrarsi solo su se stesso e di lavorare sulla propria autostima. Lo sport ideale è il tiro con l’arco, disciplina che richiede concentrazione e impegno, si impara in fretta e dà risultati ben visibili. Per le bambine, che danno molta importanza all’aspetto fisico e a volte si sentono un po’ goffe, vanno bene danza e ginnastica artistica, che oltre a snellire insegnano grazia nel portamento. Il momento giusto per iniziare il tiro con l’arco è attorno ai nove-dieci anni. Danza e ginnastica artistica si possono iniziare anche a cinque-sei anni.

 

Sahalima Giovannini

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