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Bravi in ginnastica, più bravi a scuola

luglio 18, 2018 10:00 am

I bambini con la coordinazione ottimale hanno performance migliori in lettura, scrittura e in matematica. Si conferma il detto: un corpo sano ospita una mente ancora più sana

I Latini dicevano: mens sana in corpore sano. Voleva dire che se il corpo sta bene ed è in salute anche la mente sta meglio. Gli antichi avevano un vero e proprio culto per il valore dell’attività fisica nel benessere globale dell’organismo e oggi sappiamo che avevano ragione. Infatti lo sport migliora la circolazione del sangue, con il risultato che i tessuti cerebrali risultano più irrorati e conseguentemente dispongono di più ossigeno e di sostanze nutritive. Lo sport favorisce la produzione delle endorfine, chiamate anche ormoni del relax perché regalano un benessere naturale. Senza contare che qualsiasi tipo di sport è maestro di disciplina, facilita la concentrazione e stimola lo spirito di sacrificio in vista di un obiettivo impegnativo ma anche gratificante.

Più bravi se più sportivi

Non è una realtà la descrizione del bambino magro e studioso ma negato per lo sport, così come non è vero che quelli più bravi in ginnastica sono degli asinelli. Il modello di Giacomo Leopardi era forse più l’eccezione che la regola perché l’allenamento fisico e quello mentale si completano a vicenda. Lo ha anche dimostrato una ricerca condotta dall’Università inglese di Leeds, che ha provato come i piccoli che hanno una buona coordinazione motoria siano più bravi a scuola. Gli esperti hanno arruolato oltre 300 bimbi di età compresa tra i quattro e gli undici anni. Ai bambini è stato chiesto di cimentarsi in esercizi come colpire un oggetto in movimento con una mazza per valutare la coordinazione tra la vista e la mano. Colpire un oggetto in movimento richiede infatti la capacità di calcolare i tempi del movimento. Secondo alcuni esperti questa capacità può essere ricondotta alle abilità matematiche. A parità di età, i bambini più coordinati dal punto di vista motorio erano anche quelli che ottenevano i migliori risultati a scuola.

Tutti dovrebbero praticare più sport

Secondo gli esperti, invogliare i bambini più maldestri a fare sport sarebbe un modo per migliorare le loro performance cognitive. I bambini sentendosi più sicuri della loro fisicità all’interno dello spazio che sta fuori, potrebbero migliorare anche le abilità cognitive nei calcoli, nella lettura e nella scrittura: competenze che presuppongono capacità di destreggiarsi anche nello spazio ristretto del quaderno. Per questo è opportuno iniziare fin dai primi anni di vita a far praticare ai bambini dell’attività sportiva. Alla scuola per l’infanzia vanno bene psicomotricità e nuoto, gli sport veri e propri possono essere iniziati più avanti con gli anni, quando un bambino ha più capacità di aderire alle regole. Lo sport va anche scelto in base alle preferenze del ragazzino: i più timidi avrebbero bisogno di uno sport singolo per misurarsi con i propri timori di essere al centro dell’attenzione, mentre i più spavaldi dovrebbero praticare uno sport di squadra per imparare a condividere i ruoli. Comunque sarebbe importante lasciare scegliere a loro lo sport preferito. L’importante è che l’attività fisica sia praticata con una certa regolarità e che appassioni.

Sahalima Giovannini

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