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Santa Maria del Cedro, il cuore del Sukkot ebraico

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La festa del Sukkot si celebra dimorando in una capanna ricoperta di fogliame e offrendo a Dio quattro vegetali speciali: un cedro, una fronda di palma e ramoscelli di mirto e salice. Questo anno la festa inizia dal tramonto del 29 settembre. Nei primi due giorni è vietato lavorare e la sera vengono accese le candele e si consumano i pasti festivi. I giorni intermedi sono quasi festivi. Gli ultimi due giorni: dal 6 ottobre fino al tramonto dell’8 sono considerati una festività separata la Torah.

Il significato della festa della capanna o Sukkot

Il nome Sukkot commemora le capanne temporanee che Dio fece costruire per riparare il popolo ebraico durante il lungo viaggio, 40 anni, per attraversare il deserto del Sinai e raggiungere la terra promessa. Per sette giorni e sette notti la capanna costruita con bambù, ramo di pino o palme è considerata la propria casa dove consumare i pasti e pregare.  Nulla deve essere mangiato o bevuto fuori dalla sukkah. Altra osservanza del Sukkot è l’offerta per la preghiera a Dio dei Quattro Tipi di vegetali: un cedro, una fronda di palma, tre ramoscelli di mirto e due di salice. I saggi dicono che i Quattro Tipi di vegetali rappresentano le varie personalità che compongono la comunità di Israele, la cui unità intrinseca si rafforza con il Sukkot. Ogni giorno, si recitano le preghiere tenendo in mano i Quattro Tipi di vegetali, alla fine delle preghiere si festeggia con canti e balli nelle sinagoghe.

Il cedro, simbolo insieme alla palma del Sukkah

Il cedro, è uno dei Quattro Tipi di vegetali usato nella settimana del Sukkot, ogni giorno viene preso in mano insieme a un fagotto contenente fronda di palma, miro e salice. Gli alberi di cedro sono piccoli, delicati e crescono solo nei climi caldi. Esistono diverse varietà di cedri usate oggi, ognuna di queste, è stata attentamente identificata dalle successive generazioni di ebrei. Ci sono i cedri dello Yemen, i tipi coltivati ​​in Israele e la varietà della Calabria nell’aera di Santa Maria del Cedro, la qualità preferita da molti. Infatti, la varietà calabrese è unica, alla sua maturazione non ha il caratteristico pitone sul muso come le altre specie. La qualità calabrese è la più pura e bella delle tre specie ed anche la più costosa. Sebbene sia possibile ottenere cedri da diversi paesi, per questo i rabbini preferiscono il –  Calabria etrogim. Secondo la legge ebraica, il cedro deve essere raccolto da una pianta con un pedigree consolidato, deve essere puro in tutti i sensi, ovvero la pianta non deve essere innestata su altri arbusti. Santa Maria del Cedro è conosciuta a livello internazionale dalla comunità ebraica da oltre mille anni proprio per la purezza degli alberi, nessun cedro è mai stato innestato.  Le cedraie sono sorvegliate speciali, almeno due supervisori della comunità interazionale ebraica controllano per essere certi che non avvengano innesti.

Questa ricorrenza ebraica ha portato la Calabria e nello specifico: Santa Maria del Cedro, ad essere al centro della ricorrenza internazionale del Sukkot e ad ottenere la certificazione da Bruxelles del marchio DOP dell’intera area adagiata tra Scalea e Diamante.

Rossi Lina

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