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Fulmini estivi, le nuove linee guida per proteggersi ovunque ci si trovi

Luglio 24, 2013 3:32 pm

E’ raro ma può capitare, i fulmini possono fare vittime Per evitare rischi quando ci si trova all’aperto accucciarsi a terra e allontanare da se ogni oggetto metallico. Vietato rifugiarsi sotto gli alberi o correre negli spazi aperti.

I temporali sono frequenti in estate. Possono essere suggestivi se si è al sicuro in casa o dietro i vetri dell’auto a motore spento. Se, però, ci si trova all’aperto, soprattutto in montagna o al mare, possono esserci dei rischi: come quello di essere colpiti da un fulmine. È un evento fortunatamente raro: secondo gli esperti succede mediamente 15-20 volte ogni anno: negli ultimi trent’anni sono state circa 600 le vittime dei fulmini. Una delle ultime, che ha destato molto rammarico, è stato un ragazzino di appena dodici anni, colpito da un fulmine sulla spiaggia. Negli ultimi anni i rischi sono diminuiti soprattutto all’interno delle abitazioni, grazie ai sistemi di sicurezza che impediscono alle scariche elettriche di penetrare all’interno delle abitazioni. Quando si è fuori casa però si deve sapere come comportarsi e soprattutto cosa non fare. Per questo, la Wilderness Medical Society ha pubblicato pochi giorni da nuove linee guida: norme indispensabili da sapere, anche dai ragazzini.

Cercare di mettersi al chiuso
In primo luogo è importante imparare a capire i segnali di un temporale imminente: almeno qualche minuto prima dell’arrivo dei fulmini e della pioggia infatti il cielo diventa molto scuro, compare un forte vento ed è possibile vedere nuvole cumuliformi. In questo caso è importante non attendere le prime gocce di pioggia e cercare subito un riparo al chiuso. Se possibile è bene raggiungere la propria abitazione: una volta al chiuso è meglio stare lontani da porte, finestre e caminetti. Va bene anche l’auto, raggiunta la quale si devono tenere i finestrini ben chiusi e non accendere il motore. Le ruote di gomma e il tetto fungono da isolanti, ma solo se il tetto è il classico in lamiera metallica, un tettuccio decapottabile non fornisce adeguata protezione. A temporale finito, bisogna aspettare almeno mezz’ora dagli ultimi tuoni prima di tornare all’aperto. Se si è lontano da casa e non la si può raggiungere nel giro di qualche minuto, è possibile anche rifugiarsi in un negozio o in un bar, chiedendo di chiudere le finestre e restando nella parte centrale del locale.

Se ci si trova all’aperto
Se all’avvicinamento del temporale si è in spiaggia, è bene uscire immediatamente dall’acqua, con calma e senza correre allontanandosi dalla spiaggia per raggiungere un luogo chiuso: è pericoloso restare in mare, nel lago o nei fiumi, le grosse masse d’acqua attirano i fulmini. Se ci si trova in barca ci si può riparare sottocoperta. Se si è in montagna, si dovrebbero dedicare a gite ed escursioni le ore del mattino: nel pomeriggio aumenta la possibilità di temporali. Sarebbe anzi opportuno avere con sé una mappa dei rifugi o bivacchi lungo il proprio itinerario, per rifugiarvisi in caso di temporale. Vanno evitati i crepacci, specialmente quelli in cui c’è un corso d’acqua e gli alberi bassi e isolati: attirano i fulmini. Le linee guida insegnano anche alcune posizioni di sicurezza da assumere nel caso in cui non sia proprio possibile mettersi al riparo: quando ci si accorge che i fulmini sono vicini bisogna sedersi o accucciarsi con ginocchia e piedi uniti e la testa tra le ginocchia. In questo modo si crea un solo punto di contatto con il terreno. Se possibile, sarebbe ancora meglio isolarsi dal suolo mettendo sotto di sé uno zaino a cui siano state tolte le parti metalliche. Se ci si trova in gruppo, inoltre, è bene sparpagliarsi perché la scarica non si propaghi dall’uno agli altri. È anche meglio procedere senza darsi la mano.

Come prestare soccorso
Se una persona viene colpita da un fulmine può essere soggetta a ustioni più o meno serie e ad arresto cardiaco. È bene chiamare subito il 118 ma nel frattempo si deve cercare di prestare soccorso. Non si rischia nulla perché la persona colpita da un fulmine non è più carica elettricamente. In sette casi su dieci la persona colpita da fulmine sopravvive, soprattutto se gli viene prestato soccorso immediato: mentre si attendono i soccorsi si può praticare la rianimazione con la classica compressione toracica.

Giorgia Andretti

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