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In piscina o al mare, la sicurezza prima di tutto

agosto 5, 2019 10:00 am

Mai nuotare da soli, bagnarsi solo in tratti sicuri e non tuffarsi dopo un lauto pasto: le regole di sicurezza in estate al mare o in piscina vanno osservate da da tutti: adulti e bambini

Estate: caldo e afa e ognuno cerca refrigerio dove e come può. C’è chi sguazzerà al mare, chi preferirà una puntatina al lago e chi magari ripiegherà nella piscinetta gonfiabile in giardino. L’importante è divertirsi e rinfrescarsi senza mai dimenticare però alcune semplici precauzioni. I piccoli e grandi incidenti, infatti, sono dietro l’angolo quando ci si avventura in acqua, dolce o salata che sia. Scopriamo, allora, se quello che spesso si dice riguardo ai bagni sicuri è vero o meno.

 

Ci vuole l’orario giusto

Prima di tutto, che si faccia il bagno in mare, in piscina o in un bacio artificiale è essenziale aspettare che la digestione sia completa. Subito dopo aver mangiato o entro le due ore successive al pasto si rischia la congestione. Subito dopo aver mangiato, infatti, si verifica un’affluenza di sangue allo stomaco e, se ci si immerge nell’acqua fredda, ma anche se si beve una bevanda ghiacciata, la temperatura corporea interna subisce un abbassamento improvviso. La digestione può quindi bloccarsi e provocare spasmi, crampi allo stomaco, pallore improvviso, sudore freddo e, a volte, un serio collasso cardiocircolatorio. Chi è in acqua quando si verifica questa congestione dello stomaco, rischia seriamente la vita a causa del malore improvviso. Entrare gradatamente in acqua è sempre una buona regola. Prima di tutto si evitano forti sbalzi di temperatura tra l’acqua e l’ambiente esterno, in particolare vicino ai fiumi, dove fa spesso più caldo e l’acqua, invece, è molto più fredda. Inoltre, entrando gradualmente, soprattutto se l’acqua è gelida, si corre meno il rischio di avere un crampi muscolari.

 

Bagnarsi in acque sicure

Qualsiasi specchio d’acqua pulita invoglia a tuffarsi, ma è bene evitare e insegnare ai propri figli, quando sono grandicelli e iniziano a uscire da soli, a non farlo: troppo spesso si legge di ragazzini annegati in fiumi, laghetti o bacini. Questi luoghi innocenti spesso nascondono insidie come gorghi, pozzi profondi, mulinelli che possono mettere in difficoltà anche i nuotatori più esperti. I tratti di spiagge deserti, allo stesso modo, vanno evitati perché il fatto che non ci sia nessuno potrebbe nascondere insidie, per esempio una corrente traditrice oppure un fondale pericoloso. Se le correnti sono pericolose, ciò non significa che sia un bene cercare refrigerio nell’acqua stagnante, soprattutto dei laghi o, peggio ancora, degli stagni. L’acqua ferma, infatti, è più facilmente inquinata e può veicolare anche serie malattie come la leptospirosi. Inutile dire che chi non è un abile nuotatore deve prediligere i pressi della riva, dove l’acqua è bassa e si tocca. Attenzione, però, ai greti dei fiumi e ai fondali dei laghi: sono irregolari e nascondono facili insidie. Si hanno, infatti, pianure lisce intervallate da buche improvvise. Inoltre, poiché sul fondo ci sono soprattutto pietre e ciottoli, può essere più facile ferirsi i piedi. Ed infine attenzione alle piscinette gonfialbili per bambini nel giardino  di casa: mai lasciare i bambini soli  in giardino. Alternativa, predisporre una copertura di sicurezza  sulla duperficiie della piscinetta così che nessuno e per nessun motivo di possa aver accesso alla piccola vasca  in modo non sorvergliato.

 

Le regole dell’igiene

Niente bagno se ci sono ferite aperte. Se si tratta di piccole escoriazioni, dopo aver applicato una crema all’ossido di zinco, che funge da barriera contro batteri e impurità, e un piccolo cerotto, si può tranquillamente entrare in acqua. Finita la nuotata basterà cambiare il cerotto dopo aver nuovamente disinfettato la parte. Nel caso di ferite fresche, con punti di sutura, invece, il bagno, al mare, al lago o al fiume, è vietato: le impurità dell’acqua potrebbero penetrare in profondità, causando anche infezioni serie. Ogni volta che si esce dall’acqua è bene fare una veloce doccia. Al mare, per esempio, eventuali agenti inquinanti potrebbero fissarsi sulla pelle – complice anche la salsedine – e, oltre a scatenare irritazioni potrebbero causare una reazione di fotosensibilità, cioè di particolare sensibilità al sole. Anche il sale, di per sé, irrita la pelle. La doccia sarebbe utile anche al lago o al fiume, per sciacquare via eventuali agenti inquinanti irritanti o, anche in questo caso, responsabili di eritemi solari, dermatiti e macchie sulla pelle.

 

Sahalima Giovannini

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