Voti o giudizi, come è meglio essere valutati

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Voti o giudizi, come è meglio essere valutati

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Sono molti gli istituti sparsi in tutto il territorio nazionale a sperimentare il giudizio anziché un semplice voto per approvare o meno una verifica scritta o un’interrogazione in uno specifico insegnamento. Ad aver richiesto questa modalità sono stati gli studenti delle scuole di secondo grado, chiedendo appunto di non essere giudicati con un semplice voto ma con un giudizio complessivo che tenga conto anche dell’impegno personale del singolo ragazzo.

I numeri, se negativi, possono minare l’autostima

I giudizi, proprio per forma concettuale, sono di grande aiuto nel migliorare l’autovalutazione di quei ragazzi che, per problematiche psichiche temporanee, non rendono abbastanza nelle verifiche. In questi casi liquidare il tema o l’elaborato in matematica con un voto dal 2 al 3 equivale a confermare al ragazzo la sua inadeguatezza, non solo a sé stesso, ma all’intera classe stimolando risposte emotive cariche di ansia. A chi non è mai capitato di prendere un voto insufficiente nel percorso scolastico? Tutti più o meno abbiamo provato la sgradevole sensazione di ansia legata a quel voto sull’elaborato. Il superamento del semplice numero stimola, anche da parte dei docenti a dedicarsi con maggiore empatia verso quei ragazzi che mostrano difficolta superabili con un accompagnamento verso l’autostima. Letto in questo senso il superamento dei numeri si configura come una innovazione nel contesto educazionale al fine di evitare l’abbandono scolastico derivato dalla carenza di autostima e depressone conseguente.

I pedagogisti sono d’accordo nel cambio di passo dal voto al giudizio

A parere dei pedagogisti la valutazione attraverso i giudizi permette agli studenti di comprendere quali sono i personali punti di forza e capacità e quali i punti negativi su cui lavorare alfine di apportare dei miglioramenti mirati. Nelle classi primarie potrebbero essere utilizzate le lettere dell’alfabeto, come quelle applicate dal sistema anglosassone, ovvero le lettere A – B – C – D – F.  In questa fascia di età i bambini sono ancora nella fase del concretismo piagetiano e come tale hanno la necessità di un simbolo concreto. I giudizi dovrebbero iniziare ad essere applicati dalle superiori di primo grado, la vecchia e cara scuola media. I giudizi sono inoltre richiesti dalle aziende quando i ragazzi devono entrare nel mondo del lavoro, i responsabili della ricerca di personale hanno la necessità di leggere giudizi di merito e non un codice numerico che può dire tutto o nulla proiettato nel mondo del lavoro.

Alla stesura di questo articolo ha collaborato lo studente Lorenzo Gianferro dell’istituto Immanuel Kant di Roma

Rossi Lina

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