Voti, grembiule e maestro unico: facciamo un po’ di chiarezza tra gli annunci delle ultime settimane
Da questa mattina è iniziato in Lombardia il nuovo anno scolastico. In Liguria, Veneto, Lazio e Piemonte l’avvio è previsto per il 15, mentre i piccoli siciliani potranno godersi le vacanze più a lungo, tornando sui banchi mercoledì 17 settembre. Da settimane, tuttavia, la scuola è un argomento “caldo” tra i genitori, dopo che gli organi di informazione hanno diffuso notizie dei radicali cambiamenti al sistema scolastico annunciati dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini. Tra questi, il ritorno al maestro unico, il voto in condotta, l’obbligo del grembiule, i voti al posto dei giudizi. Non solo: autorevoli quotidiani a tiratura nazionale hanno contribuito ad alimentare la confusione, pubblicando notizie come “La scuola inizia per tutti il 15 settembre”, in contrasto quindi con quanto annunciato. La proposta del Ministro in effetti è già stata approvata, ma prima che diventi completamente operativa dovremo attendere l’anno scolastico 2009/2010. Vediamo, allora, di fare un po’ di chiarezza tra gli annunci delle ultime settimane.
L’inizio della scuola – Per quest’anno non è cambiato nulla. Il primo giorno di scuola resta, in tutta Italia, quello comunicato alle famiglie tramite circolare nei mesi scorsi. Il calendario scolastico è infatti stabilito dalla Regione. Può essere leggermente modificato a discrezione dei singoli istituti (in Lombardia, per esempio, alcune scuole riaprono il dieci settembre), ma le scuole e, quindi, le famiglie, vengono tempestivamente avvisate attraverso una circolare.
Il maestro unico alle elementari – È escluso che il cambiamento avvenga già da adesso. I bambini che frequentano la scuola elementare, quindi, ritroveranno lo stesso corpo insegnante dal quale sono stati seguiti l’anno precedente perché interesserà solo le classi di nuova formazione a partire dal 2009, stando alle dichiarazioni del Ministro. Inoltre, alle scuole non è ancora giunta alcuna segnalazione di cambiamento in tal senso attraverso circolari. “La modifica del corpo insegnante richiede tempo – spiega Carla Motta, presidente dell’Associazione Genitori e Scuola (www.genitoriescuola.it) – Dopo che a gennaio sono state effettuate le iscrizioni o sono state confermate le presenze degli alunni già frequentanti, i vari uffici scolastici stabiliscono il numero degli insegnanti necessario e sufficiente per il numero dei ragazzi. Gli organici, vale a dire l’assegnazione di un certo numero di insegnanti a ciascuna scuola in base al numero degli iscritti, sono già stati fatti da tempo e sono calcolati sull’organizzazione “a modulo”, che prevede tre insegnanti ogni due classi o due insegnanti per classe se l’orario è a tempo pieno. Sono procedure che richiedono tempo e che si fanno molti mesi prima dell’inizio dell’anno scolastico. Quindi, per quest’anno non ci saranno cambiamenti, nemmeno per i bambini scritti alla prima elementare per il 2008-2009, che avranno un organico composto da più insegnanti”.
Voti al posto dei giudizi – La modifica partirà già da quest’anno, secondo quanto si legge sul decreto legge 137 del 1° settembre 2008. Torna di fatto la valutazioni in decimi, anche se nella scuola primaria i voti saranno accompagnati da un “giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno”. In altre parole, i genitori vedranno i risultati scolastici dei propri figli valutati dall’uno al dieci, come ai “vecchi tempi”. Saranno ammessi alla classe successiva gli alunni che avranno raggiunto la votazione di almeno sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
Il voto in condotta – Anche la valutazione del comportamento scolastico di un alunno avverrà in decimi (da sei a dieci) e decorrerà già da quest’anno scolastico 2008-2009, ma solo per le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori, per intendersi). Il voto sarà attribuito in modo collegiale dal consiglio di classe e determina, se inferiore a sei decimi, “la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo”.
Educazione civica fin dalla primaria – A partire da quest’anno scolastico partiranno progetti di formazione del personale docente per l’insegnamento fin dalla scuola primaria dell’educazione civica, che viene oggi chiamata “Cittadinanza e Costituzione”. L’insegnamento avverrà all’interno del monte-ore complessivo di ciascuna scuola. Un esperimento simile è previsto anche per la scuola dell’infanzia.
L’obbligo del grembiule – La legge (D.p.R. 275/99) prevede che sia di competenza del Consiglio di istituto decidere se il grembiule vada indossato o no, in base al principio dell’autonomia acolastica. Quindi, prima che il ministro stabilisca l’obbligo del grembiule per tutti, è necessario modificare tale norma. Cosa che non è stata fatta. Anche per quest’anno, quindi, tutto resta come l’anno precedente: se in un istituto non si fa uso del grembiule si continuerà in questo modo, salvo eventuali cambiamenti che potranno essere decisi dalla scuola.
Roberta Raviolo