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Italiani bocciati dall’Ocse

15 Aprile, 2002 12:00 pm

Sono negativi i risultati ottenuti dai nostri studenti in una ricerca internazionale sul rendimento scolastico Hanno difficoltà di lettura, sono ignoranti in scienza, capiscono poco la matematica: i ragazzi italiani di 15 anni escono malconci da uno studio internazionale dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (Ocse) sul rendimento scolastico. L’Ocse li boccia senz’appello…

Sono negativi i risultati ottenuti dai nostri studenti in una ricerca internazionale sul rendimento scolastico

Hanno difficoltà di lettura, sono ignoranti in scienza, capiscono poco la matematica: i ragazzi italiani di 15 anni escono malconci da uno studio internazionale dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (Ocse) sul rendimento scolastico. L’Ocse li boccia senz’appello nel serrato confronto con i coetanei di altri trentun Paesi. Nei test per la comprensione di un brano scritto gli adolescenti della Penisola sono ventesimi. Stanno al ventitreesimo posto per cultura scientifica e in matematica è ancora peggio: arrivano ventiseiesimi. L’ Ocse ha commissionato lo studio (effettuato su un campione di 265.000 quindicenni) per “valutare in quale misura gli studenti al termine della scuola dell’ obbligo possiedono le conoscenze e le qualificazioni richieste per avere un ruolo a pieno titolo nella società”.

Per quanto riguarda la comprensione dello scritto la Finlandia emerge come il Paese dalla scuola più efficiente, davanti a Canada, Nuova Zelanda, Australia e Irlanda. Per matematiche e scienze i Paesi invece imbattibili appaiono Giappone e Corea, con Finlandia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna alle calcagne. In media nei Paesi più sviluppati del pianeta circa il 10 per cento dei quindicenni ha manifestato capacità top: è in grado cioè di “comprendere testi complessi, di valutare informazioni e costruire ipotesi e di mettere a profitto conoscenze specializzate”. Questa fascia sale fino al 15-19 per cento in Australia, Canada, Finlandia, Nuova Zelanda e Regno Unito, ma in Italia e’ appena del 5 per cento mentre sulla media sono Stati Uniti e Francia. Stesso rapporto anche per i ragazzi che in classe sono una frana: in Finlandia sono una piccola minoranza, il 7 per cento, in Italia si sale al 19 per cento. Tra l’altro l’Italia è anche tra i Paesi dove è più alto (ben il 38 per cento) il numero degli studenti che hanno in odio la scuola.

Unica consolazione per i ragazzi della Penisola: anche i coetanei tedeschi arrancano in cosi’ imbarazzanti posizioni di bassa classifica, a braccetto di ungheresi, polacchi, greci, portoghesi e russi. Mentre i più somari in assoluto risultano gli adolescenti di due Paesi latino-americani, Messico e Brasile. Secondo l’Ocse, molteplici fattori spiegano l’enorme discrepanza: si va dalla disponibilità delle risorse scolastiche alla presenza di insegnanti specializzati, dal grado di autonomia dei presidi al morale dei professori e alla disciplina delle classi. Lo studio conferma che in genere sui banchi le ragazze rendono più dei ragazzi e che la performance scolastica è tendenzialmente più elevata per gli adolescenti nati in “ambienti sociali privilegiati”.

 

Matteo De Matteis

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