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Lo psicologo fantasma

8 Novembre, 2001 12:00 pm

Da anni si discute in Italia dell’inserimento nella scuola di una figura in grado di aiutare i ragazzi Già la riforma sanitaria del 1978 prevedeva la creazione nelle Aziende Sanitarie locali di equipè psico-pedagogiche. In Parlamento giacciono almeno quattro diverse proposte per la creazione della figura dello psicologo scolastico. Da tempo l’Ordine degli psicologi sottolinea…

Da anni si discute in Italia dell’inserimento nella scuola di una figura in grado di aiutare i ragazzi

Già la riforma sanitaria del 1978 prevedeva la creazione nelle Aziende Sanitarie locali di equipè psico-pedagogiche. In Parlamento giacciono almeno quattro diverse proposte per la creazione della figura dello psicologo scolastico. Da tempo l’Ordine degli psicologi sottolinea che la presenza di uno psicologo nelle scuole potrebbe essere la strada principale per la comprensione del disagio giovanile e la prevenzione. Se ne parla da anni, senza risultati: l’Italia è rimasta il solo paese europeo a non avere veri e propri psicologi scolastici.

A tutt’oggi si lascia infatti alle scuole l’autonoma iniziativa d’avvalersi o meno di un servizio psicologico, che comunque rimane sempre un intervento condotto dall’esterno, con poca conoscenza del tessuto e delle dinamiche proprie dell’istituzione-scuola. Tale modello di intervento, oltre a confermare l’aspetto “clinico” del ruolo, impedisce un rapporto diretto e di fiducia fra scuola e professionista.
Lo psicologo scolastico è il professionista, che è in grado di affiancare e fornire consulenza e modelli di intervento alle diverse parti dell’istituzione educativa: consiglio d’istituto, preside, docenti, genitori e non ultimi gli alunni stessi.
Dovrà essere considerato come un consulente della scuola, non come un dipendente della struttura scolastica. Questo modalità di relazione sarà ottimale al mantenimento ed al rispetto dei ruoli e dei diversi mandati istituzionali. È infatti importante che la figura primaria di riferimento degli allievi resti il docente, che troverà nello psicologo un professionista in grado di utilizzare un’ottica differente ed un appoggio nei momenti di difficoltà e confusione.

I compiti dello psicologo nella scuola?
Anche se non chiaramente definiti da una specifica legge, i compiti che lo psicologo potrebbe svolgere all’interno della scuola dipendono in prevalenza dal contratto che stipulerà con la singola scuola. Saranno comunque interventi tesi alla prevenzione del disagio e alla promozione dello stato di salute e benessere dell’istituzione. I compiti che lo psicologo scolastico può essere chiamato a svolgere si possono così riassumere:

  • Interventi relativi all’apprendimento ed interventi relativi alle variabili socio-relazionali ed emotivo-affettive, con lo scopo di favorire l’inserimento degli studenti nel gruppo, in particolar modo nei casi di marginalità sociale (bambini esclusi) ed individuale (bambini introversi).
  • Interventi relativi all’integrazione degli alunni con handicap.
  • Interventi relativi al disagio scolastico, in particolare prevenendo l’abbandono anzitempo degli studi, aiutando il giovane a ritrovare le motivazioni adeguate.
  • Interventi relativi all’orientamento scolastico. I ragazzi potranno consultare lo psicologo per discutere sulle aspettative e sui progetti per il futuro professionale.
  • Interventi di educazione socio-affettiva e di educazione sessuale.

    Il rapporto con la scuola
    Lo psicologo può essere utile alla scuola anche per far fronte a problematiche di bullismo, iperattività e per problemi inerenti al mondo delle droghe. Lo studente continuerebbe ad avere i docenti come figure primarie di riferimento; tuttavia su certe tematiche informative, preventive, lo psicologo potrà intervenire direttamente sui singoli adolescenti e sul gruppo classe. È importante che questo venga comunque percepito non come un rappresentante dell’istituzione, ma come un consulente a cui chiedere informazioni, suggerimenti e consigli, laddove la continuità della sua presenza all’interno “del tempo e dello spazio” della scuola lo porrà in dialogo continuo con le dinamiche istituzionali proprie delle strutture educative e con i loro modelli comunicativi.

     

    Dott.ssa Ilaria Ronchetti
    Psicologo

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