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A scuola da soli?

18 Ottobre, 2001 12:00 pm

Ricerca del Cnr: i bambini accompagnati ogni giorno dai genitori sono più insicuri e meno indipendenti Da soli o accompagnati da mamma o da papà? Come devono andare a scuola i bambini? La preoccupazione di chi vive in città troppo trafficate e poco sicure sembra non lasciare dubbi: meglio accompagnare i bambini. Ed infatti così…

Ricerca del Cnr: i bambini accompagnati ogni giorno dai genitori sono più insicuri e meno indipendenti

Da soli o accompagnati da mamma o da papà? Come devono andare a scuola i bambini? La preoccupazione di chi vive in città troppo trafficate e poco sicure sembra non lasciare dubbi: meglio accompagnare i bambini. Ed infatti così si regola l’84% delle famiglie italiane. Una ricerca condotta dell’Istituto di Psicologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche ribalta però l’ottica della questione e svela: i bambini che vanno a scuola da soli sono più indipendenti, sanno affrontare meglio i problemi e, ironia della sorte, si sentono più sicuri

La ricerca del Cnr
Secondo lo studio condotto su un campione di ragazzi tra gli 8 e gli 11 anni e pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Environmental Psychology, la maggioranza dei genitori, dunque, preferisce accompagnare i figli fin sotto il portone dell’istituto. I motivi? Paura del traffico e degli sconosciuti, ma anche ansia eccessiva. L’accompagnamento forzato, però, è una scelta, avvertono i ricercatori, che potrebbe rivelarsi controproducente, compromettendo notevolmente l’attitudine dei bambini a cavarsela da soli. Se, dunque, appena il 16% dei bambini delle elementari va a scuola da solo, ben l’84% dei genitori italiani preferisce accompagnarli ogni mattina, succubi di un’incontrollata “ansia da protezione”. Secondo lo studio del Cnr, invece, la libertà di movimento stimola nei bambini una grande curiosità, una notevole capacità di adattamento e una forte predisposizione a risolvere con più facilità i problemi quotidiani. I bambini accompagnati, spiegano gli autori della ricerca Antonella Rissotto e Francesco Tonucci, “hanno meno degli altri la possibilità di seguire i propri interessi; di fermarsi ad esempio a guardare le vetrine dei negozi o di memorizzare i luoghi dove trovare la merenda o gli oggetti di cartoleria. E non si tratta di aspetti banali, visto che la conoscenza di un ambiente, come il quartiere in cui si abita – sottolineano gli esperti – sviluppa nei bambini un importante senso di sicurezza”.

Città a misura di bambino
Ma la confidenza con l’ambiente circostante determina anche un’altra conseguenza fondamentale: “stimola la soluzione dei problemi e favorisce il raggiungimento degli obiettivi pratici nelle azioni quotidiane dei piccoli”. Tutti i bambini delle elementari a scuola da soli, allora? “Possibilmente sì – rispondono i ricercatori del Cnr – perché, anche se le preoccupazioni dei genitori sono, specie nelle grandi città, del tutto ragionevoli, i grandi devono anche sforzarsi di capire quanto incida nelle proprie scelte la componente egoistica, che esalta cioè la loro ansia di protezione, e quanto invece quella di ragionevolezza”. Una parte importante di responsabilità, rileva la ricerca, ricade comunque anche sulle pubbliche amministrazioni, che dovrebbero promuovere iniziative per migliorare il rapporto tra i più piccoli e la città: “Proprio per questo – conclude Tonucci – il Cnr ha promosso il progetto la città dei bambini, che vuole stimolare iniziative a favore dell’autonomia di spostamento e aumentare il livello di partecipazione dei minori alla vita della città. Un obiettivo in parte già raggiunto, visto che in pochi anni vi hanno aderito 40 comuni italiani e alcune metropoli spagnole e argentine”.

In Rete:
Le città sostenibili dei bambini

 

Matteo De Matteis

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