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I ragazzi con disturbo dell’apprendimento possono contare su una legge ad hoc per loro

agosto 27, 2012 1:32 pm

La dislessia è il disturbo dell’apprendimento più importante, immediatamente a seguire troviamo la disortografia e la discalculia. La legge n°170 del 2010 – DSA, detta le note per l’apprendimento personalizzato

L’inizio dell’anno scolastico, per i genitori dei bambini con il disturbo dell’apprendimento già diagnosticato, inizia con una maggiore dose di ansia da prestazione dei propri figli. Le stime del MIUR attestano a circa 70mila i ragazzi delle scuole elementari e della media inferiore affetti da DSA nel nostro paese. Le difficoltà riscontrate dai ragazzi sono nella lettura, nella scrittura e nel fare i calcoli correttamente, pur essendo dei ragazzi perfettamente sani hanno difficoltà a riconoscere la spazialità dei simboli grafici.

Facciamo la conoscenza con la dislessia
Il piccolo dislessico nella lettura confonde alcune consonanti. La confusione è generata dal mancato riconoscimento della proiezione grafica nello spazio dei vari simboli. Per esempio, se prendiamo la consonante “b” l’occhiolino è sulla destra della stanghetta, ma, nella lettura, il piccolo dislessico la confonde con la consonante “d” il cui occhiolino è sulla sinistra rispetto alla stanghetta. Per lo stesso motivo il dislessico si sbaglia sui i punti cardinali, confondendo l’Est con l’Ovest. E’ quindi di fondamentale importanza aiutare il bambino a riconoscere la proiezione spaziale attraverso strategie alternative. Una volta effettuata la diagnosi di dislessia è necessario utilizzare tutte le risorse possibili per facilitare il lavoro di apprendimento ai bambini. La legge 170/2010 suggerisce infatti di stabilire per ogni singolo bambino l’insegnamento personalizzato, la scuola e quindi gli insegnati possono dispensare sistemi non essenziali come per esempio:

  • l’utilizzo contemporaneo dei quattro caratteri (stampatello maiuscolo, stampatello minuscolo, corsivo minuscolo, corsivo maiuscolo)
  • la lettura ad alta voce
  • la scrittura sotto dettatura
  • prendere appunti
  • copiare dalla lavagna
  • lo studio mnemonico delle tabelline
  • lo studio della lingua straniera in forma scritta
  • il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti
  • la quantità dei compiti a casa.

Possono inoltre essere attivati dei criteri valutativi differenziati.

Conosciamo la disortografia
Viene definito disortografico il bambino con difficoltà a trascrivere il linguaggio parlato in linguaggio figurato. In pratica i ragazzi con questa difficoltà rappresentano in modo errato la rappresentazione della parola con omissioni di parte della parola stessa o delle inversioni dei grafemi. Gli errori più frequenti sono rappresentati dalla confusione delle consonanti somiglianti tra loro per il suono: L e R; F e V; T e D. Alcune volte vengono omesse parti della parola, si inizia a scrivere la parola a metà: tita per matita. Oppure avviene la trasposizione di parti della parola: ragindola per girandola. La difficoltà di scrittura potrebbe essere la parte nascosta di un iceberg, il bambino potrebbe essere semplicemente sordastro o ipovedente.

Che cos’è la discalculia
La discalculia, come l’etimologia della parola ci indica, riguarda i bambini con difficoltà a gestire i numeri. La legge 170/2010 la descrive così: si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri. I bambini, con questa particolare difficoltà, sono davvero tanti nel nostro paese e troppo spesso si è portati ad affermare: “in famiglia non siamo predisposti per i numeri”. In parte può essere vero, geneticamente si è predisposti ad avere una maggior facilità nel fare calcoli a mente. Però, è anche vero che nel nostro sistema scolastico l’apprendimento dei numeri e del loro interagire viene iniziato soltanto verso i sei anni, quando i processi cognitivi fanno più difficoltà a plasmarsi. Alcuni studi hanno messo in luce le capacità della consistenza dei numeri nei bambini già all’età di un anno, questo sta a significare che quanto prima si interviene nel proporre i numeri tanto più verranno sviluppate le abilità del fare calcoli, proprio come l’apprendimento della seconda lingua straniera. Dovrebbero essere proposti più spesso giochi o filastrocche contenenti numeri e giochi tra i numeri stessi. La dislessia può essere presente in contemporanea alla disortografia e discalculia e le tre forme del DSA possono essere presenti anche separatamente.

Dott.ssaRosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in Psicologia medica

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