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Educazione civica, perché è così importante

Ottobre 2, 2019 1:00 pm

Studiata fino a una generazione fa, poi accantonata per argomenti più creativi, l’educazione civica torna a far parlare di sé a scuola. E c’è una legge che prevede la sua reintroduzione

L’educazione civica una volta era tra le materie più importanti a scuola, perché insegnava ai bambini a conoscere meglio la forma di governo democratico del nostro paese, insegnava i rudimenti della politica, spiegava la struttura e la funzione dei vari organi legislativi. In seguito la materia, che faceva parte dell’ora di storia, è stata abolita, forse perché considerata sorpassata, a favore di insegnamenti più creativi. La conseguenza, purtroppo, è stata una totale ignoranza, perdonateci il termine un po’ forte, del tipo di Stato in cui viviamo, del sistema politico, della funzione di Camera, Senato e Parlamento. Adesso però c’è un’inversione di tendenza: si pensa infatti, di introdurre nuovamente lo studio di questa materia a scuola.

 

Una legge specifica

La Legge 20 agosto 2019, n. 92, prevede appunto l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola, è entrata in vigore lo scorso 5 settembre. La materia tuttavia inizierà ad essere insegnata a partire dal prossimo anno scolastico, dal momento che una legge, entrata in vigore, è attiva dal primo settembre successivo. Il provvedimento si inserisce in una sperimentazione nazionale in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione. Nel palinsesto degli orari scolastici sarà prevista l’educazione civica, per un’ora alla settimana. Per le scuole del primo ciclo la disciplina prevede l’insegnamento trasversale della materia in questione, affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo. Alle istituzioni scolastiche è lasciata libertà di impiegare le risorse dell’organico in autonomia. Nelle scuole del secondo ciclo l’insegnamento sarà affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, sempreché disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia. Per ogni classe dovrà essere individuato, tra i docenti a quali è affidato l’insegnamento della nuova materia, un docente con funzioni di coordinamento.

 

Iniziamo a spiegare qualcosa…

E mentre le istituzioni decidono e stabiliscono, già noi genitori possiamo provare a insegnare ai bambini qualcosa di educazione civica. Prima di tutto, ci auguriamo che con i nuovi insegnamenti l’educazione civica sia più vicina alla vita di tutti noi, più pratica e quotidiana: per insegnare alle nuove generazioni, magari con un ripasso alle vecchie: la civiltà. Certo, è bello recitare che – l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro – e può essere utile sapere chi esercita il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma è ancora più importante, per i bambini, capire il significato di certi termini e tradurli in comportamento civile, appunto. Partiamo proprio dal concetto di – repubblica: spieghiamo al piccolo che è una parola antica, latina, che significa – cosa di tutti. Spieghiamo che le strade in cui camminiamo, i giardinetti in cui trascorriamo ore con gli amici, i banchi di scuola sono di tutti e come tali vanno rispettati: quindi una serie di regole da rispettare.  Con esempi ma anche con semplici spiegazioni, chiariamo che le cartacce non vanno buttate in terra, che quando si esce con Fido la popò si raccoglie sempre, che le panchine non vanno rovinate con disegni. Senza trincerarsi dietro il cinismo del – tanto lo fanno tutti – o il buonismo del  – è solo un bambino.  Ad essere un adulto con coscienza civile si comincia dal quotidiano fin dall’infanzia, prima ancora che sui banchi di scuola e dell’essere un adulto poi. .

 

Giorgia Andretti

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