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Abbigliamento a scuola: la comodità prima di tutto

3 Settembre, 2019 10:00 am

Indumenti facili da indossare e da lavare, praticità e niente esibizioni: le regole d’oro per vestire i bambini a scuola sono poche e soprattutto utili, impariamo a seguirle

L’abbigliamento giusto è uno dei punti caldi dell’inizio dell’anno scolastico: i bambini della scuola per l’infanzia e dell’elementare trascorrono diverse ore a scuola e hanno bisogno di essere comodi, di potersi destreggiare tra uso del bagno, palestra e mensa. Visto che le famiglie in questo periodo di inizio anno scolastico stanno facendo scorta di indumenti, ecco qualche consiglio dalla redazione di Guidagenitori.

 

Scuola materna, viva la praticità

Se il bambino frequenta la scuola per l’infanzia, la parola d’ordine è praticità. A casa o al nido, infatti, erano gli adulti ad occuparsi dell’abbigliamento dei piccoli: allacciare, slacciare, annodare e così via, già alla materna ci si aspetta che il bambino sia in grado di farlo da solo, in modo che possa recarsi in bagno se necessario con una certa autonomia e che sia in grado di cambiarsi rapidamente. Occorrono allora polo e t-shirt piuttosto che camicie, per poter infilare e sfilare senza problemi di bottoni, pantaloni di tuta di diverso spessore a seconda della stagione piuttosto che jeans, proprio perché privi di cerniere e altri bottoni. Anche le scarpe andrebbero scelte con la chiusura in velcro e non con le stringhe, davvero troppo complicate per i bambini. Le educatrici chiederanno anche un cambio, nel caso – piuttosto frequente in verità – che un bambino si versi l’acqua addosso durante il pasto. È bene verificare che il cambio sia completo e che sia sempre in ordine, corrispondente alla stagione.

 

Alla primaria, no alle sfilate

Un tempo alla scuola primaria era obbligatorio per tutti indossare il grembiule. Oggi la divisa si usa soltanto presso alcuni istituti, mentre in altri è stata abolita questa necessità in nome della libertà individuale che passa anche attraverso la scelta di vestirsi come si preferisce. Questo però può avere un rovescio della medaglia poco piacevole, sottolineando le differenze sociali e soprattutto economiche tra i bambini. Oggi infatti fin da piccoli i bambini hanno gusti molto precisi in fatto di moda, conoscono marche e firme, sanno quali capi sono glamour e quali invece sono un po’ out. In questi casi, siamo noi genitori a dover intervenire per recuperare equilibrio e buon senso. Ai bambini va spiegato che a scuola è d’obbligo essere ordinati e dignitosi, ma che la classe e i corridoi non sono passerelle. La felpa di marca, le scarpe costose non sono l’obiettivo da perseguire: è più che mai importante in questo periodo storico, in cui si attribuisce importanza al like, ai –  mi piace – far capire ai bambini che a scuola ci si distingue e si emerge per l’impegno, l’attenzione, il desiderio di imparare, insomma per quello che si ha nella testa e nel cuore e non per quello che si indossa. L’abbigliamento è insomma solo l’involucro, al quale va data importanza relativa, soprattutto con l’esempio fornito dai genitori.

 

Lina Rossi

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