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Esame di terza media, aiutiamoli a prepararsi al meglio

giugno 11, 2019 10:00 am

Un po’ di metodo tutti i giorni, al mattino le materie più complesse, cibo sano e anche un po’ di svago. Ecco i segreti per superare con ottimi risultati gli esami di terza media

Sembra solo ieri il primo giorno di scuola alle elementari ed eccolo già grandicello, ragazzino o ragazzina, che si prepara a lasciare il ciclo di istruzione di base, affrontando i primi esami della carriera scolastica. Si tratta di esami impegnativi, che costituiscono il primo confronto con una commissione di insegnanti, secondo un sistema diverso dalle solite interrogazioni al quale erano abituati. Una volta esisteva anche l’esame di quinta, costituiva una sorta di preparazione. Oggi non esistono più, quindi i ragazzi di terza devono affrontare la prima incognita della vita.

 

Esame terza media, un voto reale?

Dall’esame di terza media si esce con un voto numerico, che non sempre soddisfa i ragazzi e soprattutto le famiglie. Va detto, però, che quasi sempre tale voto rispecchia l’andamento dell’alunno durante i tre anni, sia dal punto di vista dello studio, delle capacità e del comportamento in aula. Un ragazzino o una ragazza poco organizzati, discontinui e che hanno mostrato scarso rispetto per insegnanti e compagni, potranno essere penalizzati nonostante le doti intellettuali. Al contrario, un alunno che, a prescindere dalle capacità, si mostra impegnato e cerca di fare il suo meglio sarà visto con maggiore indulgenza, perché si sarà dimostrato maturo: e l’obiettivo della scuola non è solo riempire di nozioni, ma far crescere un individuo nella sua globalità. Va detto che gli insegnanti sono sempre ben disposti nei confronti dei ragazzi: se all’esame ottengono buoni risultati negli scritti e anche all’orale dimostrano di aver studiato, è possibile che il voto di ammissione sia alzato poi nella valutazione finale.

 

Ci vuole metodo ogni giorno

Oggi gli esami di terza media comprendono la prova di italiano, quella di matematica e tecnologia e le due di lingue straniere. Qualche giorno dopo, ci sarà l’interrogazione sulla parte orale, che comprende tutto il programma. Una bella maratona insomma, che va affrontata con metodo. Sicuramente si può dormire un po’ di più, magari anche fino verso le 8.30, poi concedersi una colazione consigliata  da Zia Vittoria  a base di latte o yogurt, cereali e frutta che danno energia mentale, cioccolato che favorisce la concentrazione e tiene svegli, quindi è il caso di mettersi alla scrivania. Poiché, come si diceva una volta – il mattino ha l’oro in bocca  è questo il momento per dedicarsi alle materie che ciascuno trova più complesse: gli esercizi di matematica, le lingue straniere, oppure lo studio orale. Non è necessario restare tre o quattro ore di seguito seduti: dopo un po’ si perde la concentrazione. Meglio fare una pausa, bere un bel bicchiere di acqua fresca e magari fare due passi. Concesso qualche WhatsApp agli amici… ma il telefonino mentre si studia deve essere rigorosamente spento. Dopo il pasto, che è meglio a base di carne, pesce, latticini, verdura per mantenere svegli, ci si può riposare un’oretta, anche per un sonnellino. Poi si riprende fino alle diciotto e a questo punto si esce con gli amici, o si fa dello sport, o in bici: serve per scaricare la tensione. Se dopo cena si ha voglia, si può approfittare delle ore fresche per leggere quel libro che le insegnanti avevano suggerito, nel caso dovessero fare qualche domanda in merito.

 

Un bel respiro e via!

Un paio di settimane con questo ritmo, dormendo bene durante la notte, vietato studiare dopo cena, daranno i loro frutti e si arriverà agli scritti ben preparati. Ogni famiglia valuterà se il ragazzino deve essere seguito da una figura di sostegno, soprattutto se l’allievo trascorre molte ore a casa da solo e ha quindi la tendenza a concentrarsi poco. Il giorno dell’orale, niente paura: il più è fatto e se si è studiato si avrà l’occasione per migliorare la prestazione finale. Un aspetto curato e sorridente, rispettoso e mai polemico metterà gli insegnanti in una disposizione favorevole. Parlare con calma, dopo aver preso un respiro profondo, fare riferimenti tra una materia e l’altra dimostrerà agli insegnanti che un ragazzino padroneggia tutto il programma e che è pronto per affrontare con successo il futuro scolastico.

 

Giorgia Andretti

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