prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Voti in pagella migliori se i bambini sono più attivi

marzo 1, 2019 10:00 am

I bambini che praticano più attività fisica sono anche più bravi a scuola. Lo dimostra uno studio, che ha scoperto come i piccoli più attivi hanno voti migliori

Altro che – basta correre e giocare, fai i compiti – come si diceva un tempo. La giusta dose di attività fisica infatti aiuta ad avere anche migliori performance scolastiche. Lo dimostra uno studio dell’università di Shangai. Un po’ di sport insomma non solo fa bene al fisico ma anche alla mente.

 

Ottimi risultati in pagella

Lo studio conferma che i voti sono più alti per i bambini fisicamente attivi, cioè coloro che nel corso della settimana svolgono attività fisica di vario tipo: dal gioco in movimento a veri e propri sport di intensità da moderata a vigorosa. Si tratta dei risultati di una ricerca su 17.318 bambini di sei – undici anni condotta in Cina e pubblicata sul Journal of Pediatrics. Diversi studi negli ultimi anni hanno evidenziato una relazione tra attività fisica e performance cognitive dei bambini. Il lavoro, condotto da Fan Jiang dell’università Jiao Tong – Shanghai, ha incrociato dati sull’attività fisica settimanale dei bambini della scuola primaria con i risultati scolastici di ciascuno, riferiti dai rispettivi maestri, e con altri parametri tra cui le condizioni socioeconomiche del bambino e disturbi di attenzione e iperattività. È emerso che a parità di altri fattori influenti come appunto le condizioni socioeconomiche, i voti scolastici dei bambini sono tanto migliori quanto maggiore è il loro livello di attività fisica settimanale. Insomma, non è vero che i ragazzini che praticano dello sport hanno meno tempo per studiare. Evidentemente ci sono influssi positivi da parte del movimento anche a livello psichico e mentale.

 

I benefici dello sport

Restare troppo a lungo sui libri di testo insomma non è del tutto positivo e non solo perché la colonna vertebrale assume posizioni scorrette e si rischia il sovrappeso. A causa dell’immobilità il sangue è rallentato, i polmoni riducono gli atti respiratori e quindi al cervello arriva una minore quantità di ossigeno. Insomma, i neuroni non ricevono nutrimento e non possono funzionare bene. Al contrario, muoversi aiuta la mente grazie a diversi meccanismi. Prima di tutto il moto attiva e stimola il metabolismo di tutto il sistema cardiocircolatorio e nervoso, quindi i neuroni sono ben nutriti e come tale sono anche più ricettivi nei confronti delle informazioni che ricevono. Inoltre, il moto favorisce la produzione di endorfine e di serotonina, sostanze che regalano benessere e motivazione. Il movimento scarica le energie fisiche che, se sono represse soprattutto nei bambini, si trasforma in un nervosismo che impedisce la concentrazione. Infine l’attività fisica migliora il rapporto tra se stessi e il proprio corpo aumentando l’autostima, la motivazione e la voglia di impegnarsi in quello che si fa. Ecco perché più sport equivale a migliori risultati a scuola.

 

Quando inserire lo sport?

Insomma, fin dall’infanzia per poi continuare alla scuola primaria e secondaria, è opportuno che i bambini prendano l’ottima abitudine di dedicare all’attività fisica un po’ di tempo tutti i giorni. L’ideale sarebbe un oretta dopo il pasto e prima di iniziare a fare i compiti. Poiché la digestione sta procedendo, è meglio dedicarsi al gioco libero all’aperto: un po’ di corsa al parco giochi in compagnia degli amici, un giro in bicicletta su tragitti sicuri, una passeggiata di buon passo lontano da strade trafficate. Oppure a metà pomeriggio, dopo che si è studiato un po’ e si sente l’esigenza di interrompere per un’oretta e mezza. Nel pomeriggio, ci si può dedicare a sport più impegnativi, quelli che non interferiscono con la digestione. Bene nuoto, tennis, danza, pallavolo, basket, calcio e a quello che piace di più. L’ideale sarebbe che il luogo in cui ci si allena non fosse troppo lontano da casa perché, in questo modo, il ragazzino non si stanca troppo e può contare su valide energie mentali.

 

Giorgia Andretti

 

- -


ARTICOLI CORRELATI