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Scuola, niente certificati medici anche nel Lazio

dicembre 5, 2018 10:00 am

Anche la Regione Lazio si accoda alle altre regioni italiane che hanno reso non più obbligatorio il certificato medico per le assenze superiori a cinque giorni per la riammissione a scuola

Fino a quattro giorni di assenza era sufficiente la giustificazione dei genitori se un bambino era rimasto a casa da scuola. Dai cinque giorni in poi, però, era obbligatorio esibire la certificazione del medico pediatra a testimonianza dell’avvenuta guarigione del ragazzino. Una malattia che impegna l’organismo per cinque giorni o più è infatti potenzialmente grave e quindi occorreva il parere del medico per essere certi che il bambino potesse rientrare nella comunità scolastica.

 

Un po’ di storia a proposito del certificato medico

L’obbligo di presentare questo documento risale al 1967, quando fu approvata da un decreto del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. L’alunno che era rimasto assente per malattia dalla scuola per più di cinque giorni poteva essere riammesso soltanto in seguito a visita di controllo del medico scolastico, oppure dietro presentazione alla direzione della scuola o dell’istituto, di una dichiarazione del medico curante circa la natura della malattia e l’idoneità alla frequenza. Allora era necessario questo comportamento perché non esistevano ancora tutti i presidi medici e i vaccini di oggi e alcune malattie  trasmissibili potevano essere controllate solo se il bambino malato veniva tenuto separato dai compagni fino alla completa guarigione, testimoniata dal medico. In seguito, in alcune regioni italiane si iniziò a sentire la necessità di snellire le procedure burocratiche nella pubblica amministrazione, compresa la scuola. La prima regione in cui si abolì l’obbligo di certificato medico per le malattie di durata pari o superiore a cinque giorni è stata la Lombardia, nel 2003. In seguito toccò alla Liguria, nonostante alcuni gruppi di genitori si fossero opposti per la paura dei contagi.

 

Le altre regioni a seguire fino alla Regione Lazio

Ormai le nuove norme sono già in vigore in tutta l’Italia del Nord, tranne che in Veneto e Valle d’Aosta. Le Regioni in cui non è necessario portare il certificato medico sono: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Province di Trento e Bolzano, Lazio e Umbria. In tutte queste Regioni è sufficiente produrre una autocertificazione dei genitori o dello studente stesso, se è maggiorenne. L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ha ribadito il perché della decisione: – Ridurre la burocrazia senza abbassare i livelli della prevenzione. Del resto, come concordano oggi gli stessi pediatri, le malattie infettive sono contagiose in fase di incubazione, e non quando il soggetto è convalescente, quindi il rischio di infezione è maggiore quando il bambino va la scuola, piuttosto che dopo il periodo di cura a casa. Oggi, anche la Fimp, Federazione Italiana dei Medici Pediatri, è favorevole all’abolizione del certificato medico ormai anacronistico, infatti, molte delle malattie infettive oggi non sono pericolose e si tramettono in diversi casi nella fase di incubazione o all’inizio della malattia. Il certificato è quindi più un disagio per i genitori che devono sottoporre il figlio a visita e procurarselo, piuttosto che un utile presidio di protezione. Restano fuori da questa scelta la maggior parte delle Regioni, soprattutto quelle del Sud Italia

 

Sahalima Giovannini

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