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Scuola, mense bocciate da un italiano su quattro

settembre 19, 2018 1:00 pm

Secondo la maggior parte dei bambini, a scuola il cibo non è buono. I piccoli non hanno torto: secondo la Coldiretti e la Adoc, le mense scolastiche offrono un servizio scadente

Oggi a scuola non ho mangiato nulla. Quante volte ci sentiamo dire così dai nostri bambini? Anche i bambini meno schizzinosi, quelli che a tavola difficilmente lasciano qualcosa nel piatto. Forse non sono loro, i bambini, a pretendere troppo dalla mensa della scuola. Secondo due associazioni, la Coldiretti e la associazione di consumatori Adoc, le mense scolastiche in Italia non offrono un cibo davvero di qualità. Ecco perché ogni anno vengono sprecate tonnellate di cibo. Peccato: dopo quattro ore di lezione e prima di farne altrettante, il cibo soprattutto in età scolare rappresenta una essenziale forma di ricarica, senza contare lo spreco alimentare di ciò che viene lasciato.

 

La ricerca di Coldiretti

Più di un italiano su quattro – 26% –  ritiene scarsa la qualità del cibo offerto nelle mense della scuola. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione dell’inizio dell’anno scolastico. La netta maggioranza, del 71%, ritiene che le mense dovrebbero offrire cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 12% ritiene che dovrebbero essere serviti menù più appetibili. La ristorazione collettiva con le mense scolastiche incide sulla qualità della vita, dell’alimentazione e, di conseguenza la salute di milioni di studenti in età evolutiva. Un impegno importante in Italia dove quasi un bambino su tre – il 30,6% –  è in sovrappeso se non addirittura obeso,  anche se negli ultimi anni si è verificata una leggera riduzione proprio per effetto dell’impegno sull’educazione alimentare a scuola e nelle case, secondo l’indagine Okkio alla salute. Un risultato incoraggiante che dimostra la necessità di continuare ad investire sull’educazione alimentare a partire dalla scuola dove va privilegiato il consumo di prodotti salutari.

 

Pochissima frutta e verdura

Il 20% dei genitori, secondo la Coldiretti, dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura. Per assicurare una migliore alimentazione oltre che per educare al gusto le nuove generazioni secondo il 36% degli italiani dovrebbero essere privilegiati i menù delle mense scolastiche con i cibi locali a km 0 così da valorizzare le realtà produttive locali e garantire genuinità e freschezza. Un ortaggio o un frutto dal cattivo sapore, infatti, difficilmente sarà apprezzato da un bambino. La Coldiretti è impegnata nel progetto – Educazione alla Campagna Amica – il progetto coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia, parteciperanno infatti a lezioni nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo è anche formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea.

 

Controlli sul biologico

Di un avviso simile è anche la associazione di consumatori Adoc, che di recente ha richiesto maggiori controlli nelle mense scolastiche, nonché il pieno rispetto della legge n° 221/2015 sui criteri ambientali minimi per la ristorazione collettiva e la fornitura di derrate alimentari. L’associazione, grazie ai NAS, ha scoperto che una mensa scolastica su quattro è irregolare, quindi sono richiesti maggiori controlli da parte delle autorità competenti. Dovranno essere pienamente rispettati i contenuti della legge n° 221/2015, che obbligano le mense ad utilizzare nei menu come minimo il 40% di prodotti biologici, con il 15% della carne e il 20% del pesce da allevamento biologico. Una tutela sancita dalla legge per i più piccoli ed una soluzione ideale per un’alimentazione sana sempre più presente sulle tavole degli italiani. Solo per ricordarlo, i menù di zia Vittoria rispettano in pieno tutte le caratteristiche della sana dieta mediterranea, nel  rispetto dei cibi a Km 0 e del pH salutare per il benessere psico-fisico.

 

Lina Rossi

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