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Scuola e abbigliamento: pratico, privo di pericoli e rispettoso

abbigliamento a scuola
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L’abbigliamento a scuola è un aspetto da non trascurare a partire dalla scuola per l’infanzia e poi più avanti, alle medie per terminare con le superiori. Come ci si veste è infatti un modo per comunicare agli altri qualcosa di sé stessi, per difendersi o valorizzarsi e, nel caso dei bambini più piccoli, è anche un modo per imparare a diventare autonomi.

Fibre naturali e tanta comodità

Per i bambini della scuola materna, il look è un aspetto del tutto marginale: solo verso i quattro – cinque anni e, in modo particolare, nelle femminucce si inizia a prestare attenzione a come ci si veste. Prima è soprattutto una questione di praticità e di comodità. Verso i due – tre anni ai bambini è richiesta una maggiore autonomia nella capacità di sapersi gestire ed è il piccolo stesso a voler fare dei tentativi per indossare da solo tute e pantaloni, allacciare bottoni e infilarsi scarpe. Questo avviene soprattutto a scuola, laddove le educatrici devono seguire tanti piccoli. Nella scelta dell’abbigliamento è bene privilegiare capi di facile gestione: scarpe con il velcro, pantaloni della tuta senza cerniere e bottoni ma sostenuti da un semplice elastico, T-shirt e polo al posto di camicie con tanti bottoni. Sarà più facile per i bambini gestire l’abbigliamento quando va alla toilette o quando si deve cambiare, si sentirà più autonomo e indipendente, a tutto vantaggio della propria autostima. Anche il tipo di tessuto è importante. È bene privilegiare fibre naturali per favorire la traspirazione, come il cotone o la lana scegliendo un abbigliamento a strati in modo che il piccolo possa agevolmente togliere la felpa o indossarla a seconda della temperatura esterna.

L’importanza del confort al posto delle firme

L’importanza del confort e della praticità continuano anche quando i bambini iniziano a frequentare la scuola primaria: le elementari. Adesso i piccoli devono abituarsi a restare seduti nel banco più a lungo, quindi è importante privilegiare la comodità: niente cinture che stringano e niente jeans troppo stretti per le bambine. Un abbigliamento morbido e confortevole è quello che ci vuole per farli sentire a proprio agio e concentrati soprattutto sulle attività scolastiche. Inoltre, le fibre devono essere facili da lavare: alla primaria i bambini non utilizzano più grembiuli quando dipingono o bavagli quando sono in mensa, possono sporcarsi con maggior facilità. Sarebbe anche un peccato macchiare in modo indelebile un paio di pantaloni nuovi o una bella maglietta! Gli indumenti costosi, e quindi firmati, andrebbero evitati anche per un altro motivo: la scuola è un luogo dove si è tutti uguali e dove si deve emergere per impegno, motivazione, doti intellettuali e simpatia, non certo per i capi di abbigliamento firmati, evitiamo di far pensare ai ragazzini che è l’abito a fare la differenza. È un concetto essenziale che va accettato dai bambini fin da subito, quando iniziano a confrontarsi con gli altri e a dare a valore all’apparenza, fatto che toccherà il culmine più avanti, nel passaggio dalle medie alle superiori. L’arrivo dell’adolescenza coincide con un momento di grande insicurezza e i ragazzi cercano certezze nell’essere il più possibile uguali agli altri, anzi meglio degli altri esibendo dati oggettivi, come può essere un paio di scarpe di marca o una giacca firmata. In questa fase è bene cercare un compromesso con i propri ragazzi, permettendo loro di scegliere il proprio look ma sempre nel limite della decenza, del rispetto delle norme scolastiche, sono sempre più numerosi i presidi e direttori di circolo a dettare norme di abbigliamento in classe. Quello che conta deve essere ciò che si è, quello che si ha dentro testa e nel cuore, non quello che si esibisce.

Luisa Zotti

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