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Pannolino, il caldo valido alleato per toglierlo

togliere il pannolino

Quando scappa la pipì per noi adulti è uno stimolo naturale da soddisfare al più presto, volendo, possiamo anche rimandare, ma non è stato sempre così. Quando eravamo piccoli abbiamo avuto i nostri problemi ad abbandonare il rassicurante pannolino. Lui, la nostra seconda pelle, ci teneva asciutti e puliti mentre giocavamo o facevamo la pappa. E sicuramente anche noi ci siamo bagnati più volte, fino a quando non abbiamo imparato a riconoscere lo stimolo del fare la pipì.

Il momento giusto per togliere il pannolino

Venti mesi circa, da questo momento si può iniziare a togliere il pannolino, tenendo conto che per le prime volte si formerà una pozzetta di pipì ai piedi del piccolo durante il gioco, oppure le mutandine si ritroveranno improvvisamente belle sporche. È normale: anche questi incidenti di percorso, con un misto di stupore e di vergogna, aiuteranno il bambino ad una presa di consapevolezza di quello che il suo organismo gli sta comunicando. Quindi è inutile iniziare troppo presto a togliere il pannolino: al di sotto dei venti mesi il bambino non è ancora in grado di riconoscere lo stimolo che arriva dall’intestino o dalla vescica e, soprattutto, non è in grado di collegare questa necessità con l’opportunità di sedersi sul vasino. Pretendere che già a diciotto mesi il piccolo impari a riconoscere il segnale è troppo, il bimbo non capisce ancora e potrebbe instaurare un rapporto sbagliato con il vasino, arrivando addirittura a ritardare questo processo di sviluppo.

Dopo i venti mesi è il momento di provare

È questo il momento di far sedere un bambino sul vasino. Si tratta di un passaggio la cui durata è variabile da bambino a bambino. Qualcuno lo apprende più velocemente, per altri sono necessari mesi. È bene non aspettarsi risultati veloci, capiterà spesso che il bambino evacui al di fuori del vaso o si faccia addosso la pipì. È comunque importante facilitare la conoscenza con il vasino, così da prenderci confidenza e, poco per volta, imparare a collegarlo all’esigenza di fare pipì. È essenziale essere pazienti: inutile pretendere che il piccolo impari a utilizzare improvvisamente e senza problemi uno strumento sconosciuto, del quale non comprende la funzione.  Vanno evitate frasi del tipo: resta seduto fino a quando non avrai fatto la pipì.  

Il pediatra può essere di aiuto

Se il piccolo, dopo i tre anni, si rifiuta di fare la pipì nel vasino e continua a usare il pannolino, potrebbe esserci qualche difficoltà da superare. Alle volte una presa di posizione dei genitori eccessivamente rigida può trasformare una fase del tutto normale in un problema. Altre volte è la nascita di un fratellino oppure l’intera famiglia sta attraversando un momento di difficoltà relazionale. Un problema di stitichezza o un’infezione alle vie urinarie, possono essere i fattori fisici per ritardare l’abitudine a usare il vasino. Occorre quindi il parere del pediatra.

Sahalima Giovannini

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