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I bambini cornucopia

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I nostri figli, abituati ad avere tutto, rischiano di perdere il senso del desiderio e della condivisione. Imparare a dire no eviterà il conseguente senso di colpa.

Il termine di “bambino cornucopia” è stato coniato dallo psicologo Bruce A. Baldwin nella metà degli anni Ottanta per indicare i bambini cresciuti senza dover fare mai nessuno sforzo per ottenere quanto desiderato perché inseriti in ambienti familiari agiati sempre disponibili a far fronte alle richieste. A distanza di quindici anni le cose non sono cambiate. Molti bambini, come mai era accaduto in precedenza, hanno oggi talmente tante cose a disposizione da non aver neanche bisogno di desiderarle. Ma la mancanza di desiderio, la mancata abitudine all’impegno per ottenere quanto desiderato hanno nel tempo conseguenze negative sulla formazione personale.

Anche i nostri figli rischiano?
Alcune situazioni tipo denunciano una abitudine ad una vita eccessivamente “facilitata” o ad una disponibilità economica eccessiva rispetto ai bisogni dell’età. Prese singolarmente, non hanno, ovviamente, nessun valore critico. Solo la somma di più situazioni deve costringerci ad una riflessione. Provate a rispondere onestamente e scoprirete se anche vostro figlio è un bimbo cornucopia.

  • All’uscita da un centro commerciale, avete comprato delle caramelle o un giocattolo al vostro bambino di due o tre anni per evitare che iniziasse un capriccio.
  • Il bambino in età prescolare è già stato ospite di una crociera o ha soggiornato in un hotel estremamente caro.
  • La bambina in età da scuola elementare ha sempre le unghie laccate.
  • In casa non c’è mai un momento di quiete perché la televisione o lo stereo sono sempre in funzione ed è necessario ingaggiare una dura battaglia per ottenere il loro spegnimento.
  • Il bambino risponde spesso: “che mi importa!”. Ovvero ha l’attitudine ad ignorare i problemi o le necessità degli altri, mentre tutto deve ruotare intorno ai suoi bisogni.
  • Il regalo ricevuto per il compleanno viene ignorato o immediatamente rotto o alcune parti del gioco-regalo vengono perse.
  • In tenera età ha già una collezione di bambole, di peluche che voi continuate ad arricchire con pezzi sempre nuovi.
  • Il bambino può disporre di denaro non guadagnato o meritato, perché ottenuto senza dover fare o dare qualcosa in cambio.
  • Voi evitate di andare dal parrucchiere o comprarvi un nuovo paio di jeans, perché prima dovete comprare l’ennesimo oggetto in più per loro, disattendendo così le vostre personali soddisfazioni.

C’è ancora tempo per rimediare
Ammesso che abbiate riscontrato nell’elenco delle situazioni più di qualche similitudine con la vostra vita quotidiana, il passo successivo è quello di capire quale comportamento adottare per fare di un bambino a rischio “cornucopia”, un bambino consapevole del valore delle cose e della necessità di impegno per l’ottenimento delle stesse. Ecco qualche piccolo suggerimento.

  • Affidate ai bambini, secondo l’età, dei piccoli lavoretti da portare a termine. Per esempio, a tre anni può iniziare ad indossare da solo il suo pigiama e raccogliere i suoi giocattoli, mentre a quattro anni potrà aiutare la mamma a scaricare la lavastoviglie.
  • Non facilitare troppo la loro vita. Quando chiedono qualcosa non esitiate a rispondere: non posso affrontare tale spesa o non posso farlo ora.
  • Limitate il tempo che trascorrono davanti alla televisione e stimolateli invece a sviluppare l’immaginazione attraverso la lettura di libri e il ricorso a giochi creativi che richiedono impegno e fantasia.
  • Semplificate le feste di compleanno limitando il numero degli invitati e dei regali. Date ampio spazio a regali da “vivere” insieme: un gita fuori città, la visita allo zoo o ad un planetario.
  • Insegnate ai bambini a condividere ciò che hanno con gli altri.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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