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La tecnologia ha mandato in pensione l’amico immaginario

settembre 11, 2019 10:00 am

Un tempo l’amico, frutto della fantasia, accompagnava i pigri pomeriggi di quasi tutti i bambini. Oggi questo riferimento non esiste più, secondo gli esperti, è colpa della tecnologia

La tecnologia annienta la fantasia dei bambini. Il risultato è che in giro si vedono … meno amici immaginari. Proprio così, sempre meno bambini ricorrono agli amici strampalati, fatine che consolano e supereroi pronti a difendere. Lo ha dimostrato un sondaggio condotto in Gran Bretagna, relativo agli ultimi cinque anni.

 

Smartphone e tablet stanno seppellendo la fantasia

Sarebbe il troppo tempo trascorso sugli schermi dei dispositivi elettronici a soffocare l’immaginazione dei bambini che vivono sempre meno l’esperienza degli amici immaginari come compagni di gioco. Lo sostiene un sondaggio svolto nel Regno Unito, svolto su mille operatori di scuola materna scelti da un sito web, quasi i due terzi dei professionisti dell’infanzia ritengono che l’utilizzo dei device stia rendendo i bambini meno creativi. Meno della metà, 48% degli operatori, ha affermato che ci sono bambini nella scuola materna con amici immaginari e il 72% concordava sul fatto che fossero molti meno rispetto solo a cinque anni fa. Il 63% degli intervistati ha spiegato di ritenere che il troppo tempo trascorso sugli schermi sia la causa di questo declino dell’inventiva. Secondo un esperto inglese dell’infanzia, David Wright, proprietario del gruppo Nursery di Paint Pots a Southampton, questo succede perché ai bimbi non è più permesso annoiarsi.

 

La noia accende il motore della fantasia

Quando i piccoli avevano più tempo libero per sé stessi, necessariamente dovevano inventare qualcosa di ricreativo. Nasceva così la figura dell’amico immaginario, che potrebbe essere considerato il punto più alto dei voli di creatività di un bambino senza alternative di gioco. L’amico immaginario è una figura nata appunto dalla mente di un bambino figlio unico oppure con poche occasioni di incontro o ancora, è un bambino che sente la necessità di confrontare la propria interiorità con qualcosa di esterno, che però non giudica, non critica ed è sempre d’accordo. Altri bambini, senza ricorrere all’amico immaginario inventano giochi di ruolo, trasformano vecchie scatole in un castello o in un’astronave, improvvisano siparietti. Tutto questo oggi succede sempre meno, perché i bambini non conoscono più la noia. Ogni minuto del loro tempo è saturo di attività sportive o ricreative e, quando non hanno nulla da fare, c’è sempre a disposizione la tv, che suggerisce modelli di comportamento precostituiti. Oggi tutto questo è superato dallo smartphone o tablet.

 

I passatempi di una volta sono concime per la fantasia

La ricerca dimostra quello che gli esperti dicono da tempo: la troppa tecnologia impedisce lo sviluppo della parte creativa del cervello, quella che produce dal nulla, che corre sulle ali della fantasia, che permette di trovare soluzioni. Non poter esprimere questo talento naturale può influire in negativo sulla crescita di un bambino, potrebbe non riuscire a destreggiarsi in ambito di problem solving, nel creare e fantasticare. Nulla vieta di usare la tecnologia, anzi: sarebbe anacronistico proibire l’uso di smartphone e tablet nel mondo di oggi. Comunque, ad ogni cosa la sua misura: oltre al fatto che questi strumenti non vanno mai concessi ai bambini troppo piccoli senza il controllo dei genitori, soprattutto è bene favorire uno sviluppo completo sia del fisico sia della mente. Il gioco libero, oltre a combattere il sovrappeso, aiuta lo sviluppo di modalità ludiche inedite, che possono rinnovarsi di volta in volta. Sono essenziali poi la lettura, la musica, anche il teatro e le mostre ovviamente a misura di bambino: tutti passatempo oggi troppo poco sfruttati nonostante l’offerta sia sempre ricca anche nelle località di piccole.

 

Sahalima Giovannini

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