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Smartphone, usiamolo con educazione in spiaggia

Agosto 7, 2019 10:00 am

Abbassare suoneria e tono delle notifiche, non parlare a voce eccessivamente alta, evitare di concentrarsi solo sul proprio apparecchio: in vacanza con lo smartphone serve educazione

Essere sdraiati al sole, con davanti la distesa azzurra del mare, prepararsi al meritato riposo e… non riuscire rilassarsi per colpa delle suonerie insistenti e fantasiose, delle notifiche dei messaggi degli smartphone dei vicini. Per non parlare delle chiacchierate a voce alta, con argomenti che spaziano dal lavoro alla salute della nonna… Ebbene sì: anche per l’uso del cellulare è indispensabile seguire qualche regola di comportamento civile e rispetto per lo spazio vitale degli altri.

 

Smartphone, un caro compagno di viaggio

Secondo una recente ricerca, lo smartphone è in assoluto il compagno di viaggio preferito dall’88% dei Millennials in vacanza, seguito dal tablet 55% e dall’e-Reader 44%. Lo smartphone è portano con sé per restare informati su cosa succede nel mondo 85%, per l’aiuto che può dare durante il viaggio – si pensi alle innumerevoli app – 71%, per scattare foto e video 65% e per restare in contatto con i familiari 59%. Più di tutti consultano i social network 85%, lo usano per fare telefonate 77% e ascoltare la musica 58%. Un Millennial su tre, si sa, lo utilizza moltissimo, da cinque alle sei ore al giorno. Il 25% addirittura fino a otto ore. In vacanza molti ne limitano l’uso, perché hanno paura di rovinarlo al sole 61%, o perché spesso all’estero la rete non funziona 55%.

 

Le regole per un uso rispettoso in riva al mare

Vista la diffusione elevata dello   smartphone, è importante che sulla spiaggia, ma anche sui prati di montagna, sui mezzi di trasporto come treni e traghetti è giusto osservare poche regole di buona educazione per non limitare il diritto di relax degli altri senza privarsi della necessità di tenersi in contatto con il mondo.

 

  • No alla suoneria alta -anche se a noi piace molto perché imita la nostra melodia preferita, infastidisce i vicini di ombrellone. Lo smartphone va quindi silenziato e vanno ridotti anche i suoni che notificano i messaggi;
  • Stop al vivavoce – imitano i Millennials, che utilizzano gli auricolari e li definiscono l’accessorio più utilizzato proprio al mare. Se proprio si deve fare conversazione, è bene appartarsi in un punto un po’ più isolato e ridurre il tono di voce;
  • No a video e musica a tutto volume: canzoni in spiaggia sì, ma solo al tramonto, meglio se con speaker di ultima generazione, altro accessorio amatissimo da un Millennial su tre;
  • Stop agli occhi fissi sul telefono: vediamo il monitor per tutto l’anno, approfittiamo della bellezza di un paesaggio che merita di essere contemplato, per rilassarsi, riflettere e fare pro getti per il futuro;
  • La privacy è la parola d’ordine:  in spiaggia è bene evitare le videochiamate che espongono al rischio di filmare inavvertitamente il vicino di ombrellone.

 

Troviamo valide alternative

Secondo gli esperti, è giusto limitare l’uso dello smartphone per una civile convivenza sotto l’ombrellone, soprattutto in contesti sociali come quello della spiaggia, in cui l’uso eccessivo del telefono può limitare i rapporti umani che invece vanno rivalutati. Approfittiamone per conoscere gente nuova ma vera, non filtrata dal perenne uso dei social. Cerchiamo di recuperare abitudini più sane, ovviamente da non abbandonare al rientro in città. È opportuno dedicarsi ad attività variegate, dalla lettura di un libro a una bella passeggiata. Insomma, riscopriamo la vita vera, che non è di certo quella che si vive attraverso lo smartphone.

 

Lina Rossi

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