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Smartphone: è concesso ai nostri figli troppo presto

aprile 5, 2019 10:00 am

Nel nostro paese i bambini ottengono il cellulare decisamene prima rispetto ai coetanei degli altri paesi europei. Può essere un danno sia per la crescita sia per tutti i potenziali rischi

Non è mai troppo tardi per concedere un telefonino ai nostri figli. I genitori italiani, invece, evidentemente la pensano in modo diverso. Secondo quanto dichiarato poco tempo fa dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, i cellulari sono dannosi per i bambini, eppure un piccolo su quattro ne è già dipendente. L’utilizzo dei cellulari da parte dei giovanissimi, insomma, si sta trasformando da uso transitorio ad abuso, gli effetti nocivi iniziano a dare i loro segni sul piano cognitivo e quindi del comportamento oltre che della percezione sensoriale. Per questo tempo fa la Società aveva proposto il divieto dei cellulari ai bambini al di sotto dei dieci anni. Tale divieto in realtà non si è mai concretizzato. Per questo è necessario che siano i genitori a gestire e a concedere con buon senso il telefonino ai figli.

 

Smartphone ai bambini: un primato di cui non essere fieri

Secondo gli esperti, l’Italia è al primo posto in Europa per numero di cellulari in utilizzo e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più. Nel giro di pochi anni si è passati da un uso per utilità, per la comunicazione, a un abuso non motivato.  Non ci sono prove che l’uso dei telefonini possa causare danni al sistema nervoso, perché la questione è ancora dibattuta. I pediatri sono però certi dei rischi che l’uso eccessivo causi perdita di concentrazione o memoria, riducendo le capacità di apprendimento, favorendo disturbi del sonno e aumento dell’aggressività. Questo succede soprattutto quando il telefonino viene concesso senza un minimo di controllo e il ragazzino sa di poterne disporre sempre, senza limiti di tempo, anche quando dovrebbe fare i compiti o dedicarsi ad altre attività.  Purtroppo i ragazzini trascorrono ore intere a chattare o inviare sms: pur stando nello stesso ambiente, non si parlano e continuano a tenere la testa china sullo smartphone. Di fatto lo smartphone non facilità la socializzazione anzi stimola l’isolamento.

 

L’importanza dell’educazione

Oggi il divieto appare anacronistico perché lo smartphone rappresenta un importante mezzo di comunicazione e anche un mezzo per essere in contatto con la famiglia. È però importante che i genitori siano consapevoli dei rischi conseguenti all’uso scorretto dello smartphone. Il cellulare non andrebbe mai concesso prima dei due anni, nemmeno per far stare buono il bambino in situazioni per lui noiose, come durante l’attesa dal pediatra o in fila al supermercato. A questa età i bimbi devono interagire con i coetanei e sperimentare tutte le forme del gioco. All’epoca della scuola primaria può essere concesso, con moderazione, il tablet, ma solo per brevi lassi di tempo e sempre dietro la supervisione dei genitori. È necessario intervenire su una regola quantitativa, vietandone l’uso per più di venti minuti.

 

Smartphone a partire dalla media inferiore

Lo smartphone non ha senso prima della scuola media, per una serie di ragioni. A questa età i ragazzini iniziano ad andare in giro da soli e hanno bisogno di uno strumento che li ponga in comunicazione, se necessario, con la famiglia e gli amici. È però essenziale che i genitori facciano capire al figlio l’importanza del tempo e delle priorità: meglio trascorrere il tempo libero a fare dello sport oppure con amici reali piuttosto che passare il pomeriggio in camera a chattare con lo smartphone. È sempre la figura genitoriale che dovrebbe far capire quanto l’uso incontrollato di questo strumento possa tramutarsi in rischi per la salute.  È molto sottile la linea che divide la normale comunicazione tra amici con la diffusione di notizie e immagini personali, immagini che purtroppo possono essere sottratte e utilizzate in modo sbagliato. Così come è labile il confine tra il desiderio di mostrarsi sui social, al meglio di come si è e la finzione, o peggio ancora l’andare oltre certi limiti della legalità, addentrandosi in territori pericolosi. È quello che sfocia nel sexting, che a sua volta può causare forme di cyber bullismo.  Purtroppo è difficile arginare con le leggi ad hoc questi comportamenti. E’ quindi essenziale il ruolo della famiglia, dovrebbero essere imposte regole ben precise e soprattutto una vigilanza discreta, ma costante, sull’uso che il figlio fa dello smartphone.

 

Sahalima Giovannini

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