prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Educazione alle regole, perché sono importanti

gennaio 30, 2019 1:00 pm

Regole di comportamento: poche, ma buone, soprattutto, condivise da tutta la famiglia. Sono le regole per far crescere un bambino in sicurezza e a proprio agio nella vita sociale

Le regole sono come gli argini, proteggono i bambini così da farli crescere sicuri. A noi piace questa frase piuttosto che sostenere l’idea che le regole siano una sorta di gabbia tale da impedire la creatività dei bambini. Qualsiasi società regolata da una serie di norme che assicurano a tutti la convivenza civile. Al contrario, lasciare i bambini senza alcuna regola significa non dare loro punti di riferimento ai quali ricorrere quando si sentono insicuri, preoccupati o percepiscono di essere vittima di qualche ingiustizia.

 

Essenziali e facili da seguire

Le prime regole da insegnare ai bambini sono quelle che riguardano il vivere civile e che nel mondo degli adulti sono regolamentate anche da sanzioni. Molte di queste riguardano l’ambiente in cui si vive: non si buttano le cartacce per terra, non si rovinano i giochi dei parchi perché sono di tutti, si è gentili e rispettosi con le persone, gli animali e la natura. Queste regole dovrebbero essere inculcate soprattutto con l’esempio degli adulti, il processo di imitazione è l’arma educazionale più forte in assoluto, è errato pensare che un bambino molto piccolo non capisca. Non appena i bambini riescono a star seduti nel passeggino il mondo è per loro una fonte di interesse e di apprendimento: è in questa fase che i gesti osservati sono fonte di imitazione. Seguendo i comportamenti degli adulti, per il bambino non sarà difficile imparare i giusti comportamenti anzi, gli verranno assolutamente naturali.

 

Poche regole essenziali in casa

Per quanto riguarda le regole che si seguono in casa e nel rapporto con gli altri, ogni famiglia ha le sue priorità. C’è chi insegna ai propri figli a restare seduto a tavola fino a quando tutti hanno terminato, chi invece su questo è un po’ più morbido ma pretende che il bambino vada a letto presto. In altre famiglie si lascia una certa libertà, per esempio, nel guardare la Tv, ma esigono in cambio un po’ di lettura. Ancora, c’è chi vieta gli alimenti dolci e altri inflessibili sul fatto di salutare educatamente le persone e chi più ne ha più ne metta. Non esiste un codice univoco sulle regole che si seguono all’interno di un nucleo famigliare. L’importante è che le regole siano poche, semplici e che non si deroghi ad esse. Non si può, per esempio, permettere a un bambino di andare a letto ogni sera ad un’ora diversa o a mangiare tutto quello che desidera: può capitare una volta, cosa che conferma, appunto il fatto che sia un’eccezione. È inutile imporre mille divieti, servirebbero solo a confondere il bambino e a farlo sentire davvero in perenne punizione. Gli si lascia libertà ma a patto che rispetti sempre quelle tre, quattro regole del quotidiano che normano la sua giornata e che, in fondo, costituiscono una grande rassicurazione.

 

Esempi e condivisione

Anche in questo caso è importante fornire il buon esempio: non si può vietare la televisione al bambino se poi mamma e papà stanno per ore davanti al video, così come è ingiusto proibire del tutto i dolci se poi i grandi ne abusano. Le regole devono fare parte di uno stile di vita condiviso dalla famiglia, così il bambino le assorbirà in modo naturale e senza problemi. Possibilmente, gli stessi insegnamenti vanno fatti rispettare anche da chi gestisce il piccolo: i nonni o la tata, se questo rapporto avviene nella quotidianità. Qualche strappo ci può essere, ma il piccolo deve percepire che si tratta di un’eccezione e per questo è giusto assaporarla e goderla.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI