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Fino a quando credere a Babbo Natale

dicembre 18, 2018 10:00 am

Per i bambini è una dolce e bellissima fiaba, ma arriva il momento in cui è necessario fare i conti con la realtà. Quale è il momento migliore e come rendere loro il passaggio più indolore

Babbo Natale, con la sua slitta trainata dalle renne, arriva nel silenzio della notte del 24 dicembre, con un enorme sacco dalla capacità illimitata di contenere i regali per tutti i bambini del mondo. Scende attraverso il camino oppure da uno spiraglio della porta del terrazzo, appositamente lasciata aperta da mamma e papà a dispetto del gelo. E il mattino successivo, sotto l’albero o vicino al presepe, come per magia fa bella mostra di sé una moltitudine di pacchi colorati al posto del vuoto della sera prima.

 

La fantasia che stimola la creatività

La storia di Babbo Natale ha il sapore di una bellissima fiaba, creata per cullare i bambini prima che scivolino nel sonno la notte della Vigilia, con un misto di aspettative e timore al pensiero di questo simpatico signore che entra in casa senza farsi sentire. Certo, per noi adulti è una fiaba dolce e romantica, ma per i bambini invece è importante immaginare questo signore dal vestito rosso e barba bianca e lunga in arrivo direttamente dal Polo Nord trainato da un gruppo di renne guidate da Rudolf the Reindeer.  L’infanzia è anche esercitare la fantasia e credere alle favole, indipendentemente se alla favola di Babbo Natale o Cenerentola, l’importante è stimolare la creatività e allenare la mente. A questa età i processi cognitivi dei bambini sono diversi dai nostri e solo in seguito riescono a operare una suddivisione tra il reale e l’immaginario. Secondo gli esperti, a cinque anni i bambini non si pongono alcun dubbio sull’esistenza di Babbo Natale. A sette ci credono ancora anche se qualche domanda, alla quale preferiscono non rispondere, iniziano a porsela. A nove-dieci anni sono abbastanza maturi per capire che si tratta solo di una fiaba, anche se fingono di crederci ancora perché è bello e rassicurante, oppure semplicemente perché hanno fratellini più piccoli da stimolare.

 

Spesso scoprono Babbo Natale da soli

Ci sono genitori che fin dalla prima infanzia dei piccoli raccontano loro la verità. In questo modo si privano i bambini della dimensione fantastica e della capacità immaginativa. Oltretutto, esperti americani hanno scoperto che nessun bambino vive un trauma quando scopre che Babbo Natale non esiste. Perché spesso questa rivelazione avviene in modo molto spontaneo. Non di rado i bambini già grandicelli, nascosti in silenzio dietro la porta della cameretta, osservano i genitori sistemare i doni. Oppure, lo scoprono parlando con qualche amichetto con un fratello più grande e navigato. Spesso poi sono i figli stessi che arrivano alla verità con la capacità di un ragionamento più concreto e realista e allora rivolgono ai genitori la fatidica domanda: ma è vero che Babbo Natale non esiste? In questi casi, se il bambino è già abbastanza grandicello, è inutile illuderlo ancora. Basta fornirgli una risposta soft, del tipo: No, ma è bello credere che ci sia. Si può anche dare una sfumatura educativa, spiegando che è grazie a figure magiche come Babbo Natale o a figure di fede come Gesù Bambino che i genitori possono permettersi di donare al figlio quello che più gli piace.

 

Lina Rossi

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