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Recite natalizie, una festa per tutti

dicembre 13, 2018 10:00 am

In molti istituti, il Natale viene celebrato anche con piccole recite, canti tradizionali e rappresentazioni teatrali. Anche in queste occasioni si richiede: rispetto e buon senso

Il coro dei canti di Natale, la rappresentazione della Natività, la messa in scena di un semplice spettacolo teatrale di impronta laica, ma che suggerisce comunque un momento di condivisione e di festa. In molte scuole, soprattutto alla scuola per l’infanzia e alla primaria, si organizzano in vista delle feste invernali recite e spettacoli teatrali. Alla scuola secondaria, se succede, si opta per un concerto con gli strumenti che gli allievi hanno imparato a suonare. Non a tutti piacciono queste occasioni, che hanno invece un alto valore educativo.

 

Il valore delle rappresentazioni

E’ bene ricordare che rappresentare la natività non è una imposizione della propria religione ai bambini e alle famiglie che sono invece musulmani, induisti, animisti o altro ancora: è un modo per ricordare valori di amore e di concordia: sono universali e  sono alla base di ogni fede e morale. Inoltre, nonostante le polemiche che investono sempre questi temi, il Cristianesimo è prima di tutto un fondamento culturale dell’Occidente e non esclude l’incontro con altre fedi: anzi, rappresentazioni multietniche, con racconti di tradizioni diverse, condivisioni di canti e piatti tipici rappresentano un arricchimento per tutti nella nostra società che comprende famiglie provenienti da tante parti del mondo. È bene quindi, sia per i più conservatori sia per i progressisti a oltranza, almeno a Natale mettere da parte assurdi principi e pensare soprattutto al divertimento, alla gioia, all’amore che queste occasioni donano ai nostri bambini.

 

Un’occasione per educare i più piccoli

La messa in opera di una rappresentazione, che sia un coro di canti, uno spettacolo o un concerto, ha anche un importante valore educativo. Ai bambini si insegna a collaborare tutti insieme per un obiettivo comune: quanto maggiore sarà l’impegno di tutti, tanto migliore sarà la riuscita dello spettacolo e sarà questa la gratificazione più importanti. Tutti hanno un ruolo insostituibile, da chi interpreta il solista nel coro o il ruolo di Maria, fino a chi personifica un pastorello o chi deve dipingere gli addobbi. È ovvio che in questi casi ci sono bambini che si metteranno più in luce e altri che, invece, avranno un ruolo più marginale. Il sogno di molti genitori è che il proprio figlio o figlia siano al centro dell’attenzione, magari perché hanno particolari doti di canto i recitative. Il consiglio, però, è di lasciare che siano gli educatori e gli insegnanti a decidere parti e ruoli, senza interferire e senza mettere in testa ai piccoli invidie e rivalità. I genitori dovranno anzi smorzare eventuali rancori per non essere stati scelti. Infatti gli insegnanti sanno se un bambino ha bisogno di mettersi in mostra perché deve essere rassicurato e se un altro, invece, perché già piuttosto sicuro di sé e un po’ egocentrico, deve imparare un po’ di umiltà rivestendo un ruolo secondario. Se infatti è davvero dotato, nella scuola e nelle attività pomeridiane avrà le sue occasioni per emergere. Al contrario la recita natalizia non deve essere occasioni di inimicizie, gelosie e invidie, a prescindere dal proprio credo religioso.

 

Sahalima Giovannini

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