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Rischio obesità se non si dorme a sufficienza fin da piccoli

novembre 21, 2018 1:00 pm

Chi dorme non piglia pesci, recita il detto. E invece è proprio il contrario: un adeguato numero di ore di riposo durante l’infanzia garantisce una migliore salute, una forma fisica corretta e perfino migliori risultati a scuola. Chi, invece, non dorme abbastanza, statisticamente è portato a seguire abitudini scorrette come saltare la colazione, consumare fast-food…

Chi dorme non piglia pesci, recita il detto. E invece è proprio il contrario: un adeguato numero di ore di riposo durante l’infanzia garantisce una migliore salute, una forma fisica corretta e perfino migliori risultati a scuola. Chi, invece, non dorme abbastanza, statisticamente è portato a seguire abitudini scorrette come saltare la colazione, consumare fast-food e dolci regolarmente, muoversi pochissimo e quindi essere sovrappeso oppure obesi. Lo segnala uno studio della Rutgers University del New Jersey condotto su 177mila studenti, pubblicato sul Journal of Clinical Sleep Medicine. Si è scoperto che quasi la metà dei ragazzini esaminati fin dall’infanzia dormiva troppo poco, per abitudini scorrette acquisite nei primi anni di vita.

 

Troppo poco sonno per i bambini

Un numero adeguato di ore di sonno regala più energia durante il giorno. Quindi chi dorme bene è fisicamente più attivo e ha una maggiore capacità aerobica, ma riesce anche meglio a scuola perché si concentra di più. Poco sonno è alla base dei disturbi della concentrazione. Quello delle poche ore di sonno tra i bambini è un problema di salute sottostimato nelle società occidentali. Genitori, insegnanti e medici dovrebbero promuovere buone abitudini di sonno in termini di qualità e durata. Si parte quindi dalla consapevolezza del numero di ore necessarie per un bambino. A seconda dell’età, varia la quantità di sonno di cui il piccolo ha bisogno: le ore di riposo devono essere suddivise nell’arco della giornata. Il neonato, che non si rende ancora conto della distinzione tra il giorno e la notte, dorme addirittura 16-20 ore su 24. Da un mese a un anno di età, il bambino dorme ancora molte ore al giorno: arriva fino a 9 ore durante la notte. A mano a mano che comincia ad avvertire la differenza tra il giorno e la notte, le ore di sonno durante la notte aumentano: tra i sei e i dodici mesi il piccolo dorme anche 12 ore. Durante il giorno i pisolini sono molti. Fino ai quattro anni: il bambino dorme 13-14 ore per notte e fa una o due sieste nel pomeriggio.

 

Le regole per abituare il bambino a dormire

Dopo una faticosa giornata di lavoro, spesso si desidera solo mettere a letto il bambino e godersi un po’ di relax davanti alla TV: invece si deve dedicare qualche minuto a questo importante momento, che per un bambino rappresenta il primo distacco dai genitori, dalla cameretta luminosa e da tutto quello che durante il giorno conosce e ama. Se si mette a letto il piccolo mentre i genitori sono ancora svegli, parlano e guardano la televisione, è normale che il bambino si senta un po’ escluso e non voglia stare da solo: è sufficiente rimanere un po’ con lui, fargli sentire la vicinanza di mamma e papà e sarà più tranquillo. Non ha importanza se va a letto un po’ più tardi. Il lettino deve essere un luogo rassicurante, un rifugio sicuro dove riposarsi dopo le mille attività della giornata. Per questo è importante che il bambino, appena è abbastanza grande per capire, possa scegliersi il colore del copriletto, delle tende, gli arredi e tutto ciò che fa apparire e creare l’ambiente a lui più congeniale. Inoltre, va ricordato che i bambini non si addormentano a comando, ma devono essere abituati a considerare l’ora del sonno come un piacevole rito: gesti come leggere una favola o mettere a nanna l’orsacchiotto aiutano il bambino a rilassarsi, preparandosi ad un sonno sereno.

 

Giorgia Andretti

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