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Cellulare e bambini, i genitori sono troppo permissivi

novembre 15, 2018 10:00 am

Ben otto bambini su dieci usano regolarmente il telefonino. È anche colpa dei genitori che permettono loro questo intrattenimento, senza proporre alternative o regole d’uso

 

Il primato dei bambini iper-connessi nell’era di Internet ce l’hanno gli Stati Uniti, dove il 92% dei piccoli inizia ad usare i dispositivi digitali già nel primo anno di vita e all’età di due anni sono utilizzati giornalmente. Una prospettiva inquietante? Sicuramente, ma in Italia non siamo messi meglio, visto che da noi otto bambini su dieci tra tre e cinque anni sanno usare il cellulare dei genitori. E non lo fanno perché rubano il telefonino ai genitori: ma sono proprio mamma e papà a permetterne l’utilizzo al fine di distrarli o calmarli, in tre casi su dieci l’uso del cellulare è già concesso nel primo anno di vita, mentre nel 70% dei casi lo fa al secondo anno. Si tratta di comportamenti errati, che rischiano di causare dipendenza, obesità per colpa del poco movimento e problemi legati alla iper-connessione.

 

Troppo cellullare, la denuncia arriva dai pediatri

L’avvertimento arriva dalla Società italiana di Pediatria – SIP –  il presidente Alberto Villani, commentando positivamente l’annuncio da parte del colosso cinese Tencent di introdurre nuovi sistemi per limitare l’uso dei giochi per i più giovani. Gli esperti ritengono positivo che un’azienda produttrice di giochi digitali si renda conto della necessità di regolamentarne l’uso per i minori. Questa posizione del resto è condivisa dalle linee guida presentate recentemente dalla stessa SIP.  L’uso di smartphone e Internet non va demonizzato, è giusto che i bambini si abituino a gestire con scioltezza le nuove tecnologie, faranno parte anche della loro vita lavorativa oltre che della socializzazione e dell’apprendimento. È però essenziale porre dei limiti all’utilizzo. Anche in Italia, si riscontra un uso eccessivo dei più piccoli di cellulari e tablet, con picchi di utilizzo anche di otto – dieci ore al giorno. Ben vengano quindi le iniziative volte a disincentivare l’utilizzo prolungato e scorretto, ma queste non devono sostituirsi mai alle capacità educative dei genitori. Troppe mamme e papà cedono davanti alle richieste pressanti del bambino desideroso di provare il cellulare di un adulto: è più facile acconsentire che di no e ripiegare su qualcosa di più impegnativo, come per esempio un gioco da fare insieme o un racconto. Senza contare che spesso sono i genitori a essere i primi perennemente connessi, dando in questo modo un esempio non positivo.

 

I rischi dell’iper-connessione

L’uso eccessivo può causare danni seri, sul versante psicologico e comportamentale ma anche dal punto di vista fisico. Un prolungato tempo di connessione può causare svariati danni, dai problemi del comportamento e apprendimento ad una riduzione della sfera immaginativa del bambino. Senza contare i danni fisici, con il rischio di problemi alla vista, all’udito, al ritmo del sonno, fino all’eccesso di sedentarietà collegato all’obesità. Eppure, i genitori spesso non sono consapevoli dei rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali: se ne parla ancora troppo poco e solo il 29% dei genitori chiede consiglio ai pediatri. Per questo, la SIP si è espressa con un documento ufficiale sull’uso dei media device : cellulare, smartphone, tablet e  pc nei bambini da zero agli otto anni di età, evidenziando delle raccomandazioni precise. Smartphone e tablet non devono essere mai concessi prima dei due anni, non vanno usati durante i pasti e prima di andare a dormire perché possono alterare la qualità del sonno. A queste regole semplici i genitori non devono disobbedire. Inoltre deve essere limitato l’uso a massimo un’ora al giorno nei bambini di età compresa tra i due e i cinque anni e al massimo due ore al giorno per quelli di età compresa tra i cinque e gli otto anni. Si sconsigliano inoltre programmi con contenuti violenti e soprattutto l’uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini. Il cellulare infine non va usato per tenere buono il bambino mentre è sul passeggino al supermercato o durante l’attesa del pediatra.

 

Giorgia Andretti

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