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I bambini italiani non assumono abbastanza vitamine

maggio 17, 2019 10:00 am

I pediatri sono preoccupati: in Italia, simbolo della alimentazione mediterranea, quasi la metà dei bambini non assume una quantità adeguata di vitamine necessarie per il loro benessere

I bambini adorano il trash food, gli snack dolci e salati e le bibite gasate: tutto questo non solo causa sovrappeso e predispone a diabete e problemi cardiovascolari, ma impedisce di fare scorta dei nutrienti che sono davvero indispensabili per un organismo in crescita, quindi con un metabolismo rapidissimo e bisognoso di sostanze essenziali. Tutto questo capita in oltre la metà dei nostri bambini e ragazzi.

 

Il rifiuto della dieta mediterranea

Le cattive abitudini sono confermate da un’indagine condotta con i pediatri, che ha dimostrato come il 22% dei giovanissimi segue un regime alimentare carente e non equilibrato, addirittura il 24,5% ha un’alimentazione del tutto fuori controllo. Tra coloro che non seguono una dieta adeguata, il 41,8% dei bambini ha oltre 10 anni, il 28,4% ha tra i 6 e i 10 anni, il 19,5% ha tra i 3 e i 6 anni e il 10,3% ha tra 0 e 3 anni. Le cattive abitudini, insomma, partono anche da errori nei primi mesi di vita. A mancare sono soprattutto le vitamine  del gruppo B,  sono nutrienti importanti per favorire il pieno sviluppo dell’organismo e che il corpo umano non è in grado di sintetizzare in modo autonomo. Le Vitamine vanno assunte attraverso gli alimenti e, solo se necessario, bisogna ricorrere agli integratori. Bambini e ragazzi mangiano male perché riescono a procurarsi anche da soli alimenti a poco prezzo e con scarse qualità nutritive, questo  perché molti genitori non hanno la consapevolezza dei rischi che, con il tempo, i ragazzi correranno sul piano della salute se nei primi anni di vita la nutrizione non rispetta i bisogno  fondamentali, ovvero i nutrienti buoni per la salute.

 

I consigli dei pediatri

Per il presidente della Società Italiana Medici Pediatri – SIMPE, Giuseppe Mele e il Consulcesi Group, network di riferimento per centomila medici, hanno stilato un elenco di consigli semplicissimi per le famiglie, allo scopo di educare ad una alimentazione corretta. Va detto che nutrirsi bene non è difficile o dispendioso: un’alimentazione ricca di frutta fresca e secca, verdure a foglia verde, carne, legumi e cereali integrali fornisce una dose sufficiente della maggior parte di queste vitamine. Vanno evitati errori macroscopici come pasti irregolari, prima colazione spesso saltata, alimentazione poco varia. È il caso di approfittare delle vacanze: la fine dell’anno scolastico consente ai ragazzi di avere più tempo per stare all’aria aperta ma anche a tavola. Con l’aumento delle temperature è consigliabile consumare verdura sia cruda che cotta e frutta con la buccia, ricca della componente fibrosa. In questo modo le vitamine B1 e B2 miglioreranno l’attività dei muscoli e contrasteranno la sensazione di stanchezza favorendo una forma fisica ottimale, mentre le B3 e B6 contribuiranno al rinnovamento e alla cura della pelle, provata dall’esposizione ai raggi solari.  Consigli alimentari e i menù ragionati di Zia Vittoria, con le ricette elaborate da Alessandra di Lady Chef e  coadiuvata dai nutrizionisti di Guidagenitori.it sono una valida guida alimentare con menù che variano in base alle stagioni e a  ciò che si trova quotidianamente negli orti.

 

Integratori a base di vitamine sono se realmente necessari

Le vitamine nobili sono quelle che ci arrivano dagli alimenti. Se la dieta del bambino è monotona e non garantisce l’apporto sufficiente del gruppo delle vitamine B è possibile ricorrere agli integratori, ma soltanto sotto stretto controllo medico. È sbagliato ricorrere a caramelle o compresse multivitaminiche se un ragazzino continua ad alimentarsi male, gli integratori non devono essere un alibi per la cattiva alimentazione. Anche la gravidanza è un momento essenziale nel quale supplire alla mancanza del complesso vitaminico B e, in particolar modo, della B9. La somministrazione di folati dovrebbe però iniziare prima del concepimento, per ridurre il rischio di malformazioni congenite. Per questo, i ginecologi raccomandano alle donne che vogliono avere un figlio di assumere regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico a partire da un paio   di mesi prima del concepimento e per tutto il primo trimestre della gestazione.

 

Sahalima Giovannini

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