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Obesità infantile, combatterla fin dal concepimento

marzo 14, 2018 1:00 pm

Per mantenere una buona forma fisica e quindi la salute, non è sufficiente curare l’alimentazione di un bambino nell’infanzia, devono iniziare a farlo i genitori

Contro sovrappeso e obesità, ormai considerate malattie endemiche, è necessario fare di più, intervenendo con decisione sullo stile di vita: non solo del bambino, ma dei suoi genitori, prima ancora che il piccolo sia venuto al mondo. Sono i consigli più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – individuate dopo due anni di lavoro per intervenire  in sei aree specifiche della vita.

 

Bambini: sempre più obesi

Nel mondo, il numero di bambini obesi o in sovrappeso sotto i 5 anni di età è passato da 31 milioni nel 1990 a 41 milioni nel 2014. La crescita è concentrata soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, caratterizzati da abitudini alimentari sbagliate, con cibi altamente calorici, ricchi di zuccheri semplici e di grassi saturi, disponibili purtroppo a basso costo, quindi più facilmente accessibili rispetto agli alimenti sani come pesce, ortaggi, cereali integrali. Dal lavoro della Commissione incaricata dall’OMS, emerge che la lotta all’obesità infantile non può essere affrontata con singoli interventi, ma con un approccio che abbracci tutte le fasi della vita, a partire dal pre-concepimento. Questo significa che già i futuri genitori devono avere uno stile di vita più attivo e seguire una alimentazione corretta, per arrivare alla gravidanza senza chili di troppo e buone abitudini da trasmettere anche al resto della famiglia. Una madre sovrappeso oppure obesa incorre più facilmente nel diabete gestazionale, studi recenti hanno confermato che un bimbo nato da donna con diabete avrà più problemi di sovrappeso, disturbi cardiovascolari e potrà essere lui stesso diabetico. Questo ambiente fortemente obesogenico, sempre più diffuso nella società moderna, legato ad abitudini alimentari non corrette e alla diffusione di comportamenti sedentari, va combattuto ben prima della nascita di un bambino.

 

Come affrontare il problema

L’epidemia di obesità infantile si può fermare lavorando su sei diversi fronti: promuovendo l’assunzione di cibi sani e attività fisica, prevenendo i chili di troppo prima del concepimento e in gravidanza, ponendo attenzione a dieta e attività fisica nei primi anni di vita e poi in età scolare, e infine con servizi per la gestione e cura dei bambini obesi e rischio diabete. Tra le raccomandazioni elaborate per promuovere il consumo di cibi sani, la Commissione indica le tasse sulle bevande zuccherate, invita a ridurre il marketing di cibi non sani, a promuovere l’allattamento al seno, limitare nella prima infanzia il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale, assicurare la disponibilità di cibi sani e promuovere l’attività fisica nei luoghi frequentati da bambini. In età scolare è poi importante definire gli standard per i pasti scolastici, bandire la vendita di alimenti e bevande non sani. Essenziale è la pratica di una attività sportiva, ma soprattutto è importante recuperare il moto naturale, di tutti i giorni: no ad andare a scuola in auto anche se è a poche centinaia di metri, sì al gioco libero all’aperto, a base di corse, salti, giri in bicicletta. Insomma è necessario tornare ad alimentarsi e a vivere come i nostri genitori e nonni: porzioni ci cibo in quantità ridotta e più movimento a piedi e gioco all’aperto ogni giorno.

 

Giorgia Andretti

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