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Olio di palma? Sì, purché utilizzato con moderazione

4 Aprile, 2016 3:12 pm

È sicuramente un prodotto naturale: è vegetale al 100% ma, purtroppo, è ricco di grassi saturi. Questi grassi vanno bene per l’alimentazione a patto che il loro consumo sia limitato.

È difficile essere obiettivi quando si parla dell’olio di palma: questo prodotto, utilizzato in grandi quantità soprattutto per la produzione di merendine e altri dolci industriali, negli ultimi mesi è oggetto di ampie discussioni. Da una parte lo si difende, dicendo che è del tutto naturale e che oggi lo si può ottenere anche in modo sostenibile, cioè senza abbattere alberi della foresta pluviale per far posto alle palme da olio. Dall’altra, è certo che, anche se si tratta di un grasso vegetale, non è caratterizzato da sostanze benefiche come quelle presenti negli altri oli vegetali. E, non è detto che sia procurato sempre in modo sostenibile. Cerchiamo di fare dunque un po’ di chiarezza.

Cos’è l’olio di palma
L’olio di palma è tra i grassi più usati al mondo, non solo in campo alimentare ma anche per la cosmesi. Per i paesi produttori, rappresenta un tipo di coltivazione molto conveniente rispetto ad altre perché ha un’ottima resa: su una identica superficie, le palme producono molto più olio di quanto ne produrrebbero, per esempio, mais o girasole. Per l’industria alimentare e in particolare dolciaria, rappresenta un prodotto vantaggiosissimo perché ha una consistenza cremosa. Le proprietà chimiche dell’olio di palma, inoltre, aiuta ad amalgamare bene gli ingredienti senza alterarne i sapori anzi, esaltandoli un po’ come il burro, ma con costi di gran lunga inferiori contribuendo alla conservazione del prodotto stesso riducendo l’uso di conservanti chimici. L’utilizzo dell’olio di palma, poi, permette di non utilizzare i grassi idrogenati, un tempo largamente usati e notoriamente dannosi.

I problemi nascono dall’eccessivo consumo
Tutti contenti, quindi? Non esattamente: infatti le caratteristiche nutrizionali dell’olio di palma non sono eccellenti. Pur essendo un prodotto vegetale, come l’olio di oliva o di semi, non contiene lo stesso tipo di grassi buoni. L’olio di palma apporta quasi esclusivamente grassi di tipo saturo, come quelli presenti nel burro e nei prodotti di origine animale. I grassi saturi sono tra i maggiori responsabili dell’aumento del colesterolo e dei trigliceridi perché hanno una particolare struttura chimica che favorisce il loro deposito all’interno delle arterie. Un vero danno per la salute, soprattutto se si tiene conto che i maggiori consumatori di prodotti a base di olio di palma sono, come indicato anche dall’Istituto superiore di Sanità, i bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni. Proprio la fascia in cui sta già aumentando in modo esponenziale l’obesità: a questa si può aggiungere il danno che deriva dal consumare davvero troppi prodotti contenenti olio di palma. Come sempre è l’equilibrio dei nutrienti utilizzati nell’alimentazione che deve essere considerato, olio di palma si, ma nel rispetto della quantità ammessa: un prodotto o al massimo due alla settimana possono essere concessi.

Il pericolo della deforestazione
Un altro aspetto sul quale si deve riflettere è la provenienza di questo prodotto. Infatti per impiantare una coltivazione di palme da olio è necessario eliminare ettari di foresta, cosa che è avvenuta nel corso dei decenni e che ha contribuito in alcune zone, alla totale scomparsa della biodiversità, oltre alla violazione dei diritti delle popolazioni che vivevano in quelle aree e che sono state espropriate. Tutto questo non si sapeva, perché è solo da pochi anni che è obbligatorio indicare sui prodotti – olio di palma – e non genericamente – olii vegetali – una dicitura generica che non rendeva realmente l’idea del contenuto. Dal 2004, in realtà, esiste una associazione internazionale che dovrebbe tutelare certe aree di foresta e coltivare olio di palma solo in alcune zone. Anche il WWF si è impegnato in questo senso. È un passo in avanti. Quello che possono fare le famiglie, senza arrivare a vietare i dolci e le merendine, è limitarne il consumo, scegliendo i prodotti che espongono il logo della palma: dovrebbero contenere solo olio di provenienza sostenibile. Lo si deve all’ambiente, oltre che alla salute delle nuove generazioni.

Lina Rossi

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