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Troppi grassi: fegato a rischio

giugno 25, 2003 12:00 pm

Già nella fascia d’età tra i 4 ed i 12 anni, 5 bambini su 100 presentano valori anomali delle transaminasi I cibi grassi minacciano il fegato dei bambini, tanto che in 5 casi su 100 compaiono i primi danni già nell’età compresa fra 4 e 12 anni. I più piccoli rischiano così di andare ad…

Già nella fascia d’età tra i 4 ed i 12 anni, 5 bambini su 100

presentano valori anomali delle transaminasi

I cibi grassi minacciano il fegato dei bambini, tanto che in 5 casi su 100 compaiono i primi

danni già nell’età compresa fra 4 e 12 anni. I più piccoli rischiano così di andare ad aumentare le fila dei tre milioni di italiani il cui fegato è

ormai danneggiato da una dieta sbagliata senza traccia di virus né di abuso di alcol.

L’allarme è stato lanciato in occasione di un

recente convegno sulle malattie digestive e le epatiti – organizzato dalla Società Italiana di Gastroenterologia (Sige), – durante il quale sono

stati presentati i risultati preliminari di uno studio pilota condotto dall’Università di Napoli “Federico II” su un campione di 82

bambini. L’indagine ha dimostrato che 5 bambini su 100 presentano già un deposito eccessivo di grassi nel fegato. “Questi bambini non hanno

sintomi, ma dall’analisi del sangue – ha rilevato il presidente della Sige, Calogero Surrenti – risulta che il valore delle transaminasi è alto è che

la responsabilità di questa anomalia non è un’infezione in corso, ma un’alimentazione troppo ricca di grassi. I grassi – ha proseguito Surrenti –

non si depositano cioè soltanto nel tessuto adiposo, ma anche nel fegato”.

Un fenomeno che si sovrappone quindi all’obesità, sempre

più diffusa nei bambini. Sotto accusa merendine e fast food, con panini troppo conditi da salse ricche di grassi. “Bisognerebbe sempre leggere l

‘etichetta delle merendine per conoscerne gli ingredienti”, ha osservato ancora Surrenti. Moltissime contengono infatti gli oli vegetali, ricchi

di grassi saturi che esercitano un’azione ossidante sui tessuti e invecchiano le cellule. I grassi saturi si trovano anche nel burro e nelle margarine

liquide. Meglio, allora, condire i cibi con olio di oliva, sostituire la merendina confezionata con un panino preparato in casa e fare attenzione che i

grassi assunti in una giornata non superino il 30% dell’apporto calorico complessivo

Il fegato degli italiani, tanto dei piccoli quanto

dei grandi, ha proseguito Surrenti, viene attaccato “piu dalla cattiva alimentazione che dai virus. Si riducono i cibi salutari come verdura,

legumi e frutta per privilegiare quelli ricchi di grassi, elaborati e superconditi. Situazioni spesso aggravate da uno stile di vita poco attivo”.

Se si consumano troppi grassi di origine animale, ha detto ancora Surrenti, “le cellule del fegato scoppiano di grasso, si rompono e ne

fuoriescono gli enzimi transaminasi”. La soluzione è in una dieta povera di grassi animali, che non elimini però nessun alimento


 

Matteo De Matteis

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