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Allarme omogeneizzati

dicembre 11, 2002 12:00 pm

Cosa dobbiamo sapere, e cosa dobbiamo fare, dopo l’inchiesta avviata dal Procuratore di Torino Guariniello “Ormoni nei piatti dei bimbi”, “Indagine sugli omogeneizzati”, “Omogeneizzati sotto inchiesta”: i titoli apparsi nei giorni scorsi sulle prime pagine di alcuni dei principali quotidiani italiani sono di quelli che non lasciano indifferenti. Soprattutto se si hanno bambini piccoli la…

Cosa dobbiamo sapere, e cosa dobbiamo fare, dopo l’inchiesta avviata dal Procuratore

di Torino Guariniello

“Ormoni nei piatti dei bimbi”, “Indagine sugli omogeneizzati”, “Omogeneizzati sotto

inchiesta”: i titoli apparsi nei giorni scorsi sulle prime pagine di alcuni dei principali quotidiani italiani sono di quelli che non lasciano

indifferenti. Soprattutto se si hanno bambini piccoli la cui dieta quotidiana prevede, come è probabile che sia, il ricorso agli omogeneizzati. Vale la

pena allora cercare di capire bene che cosa sta accadendo, da dove nasce l’allarme, quali sono i pericoli e, eventualmente, come si possono

salvaguardare i bambini da eventuali rischi.

L’inchiesta della Procura di Torino
La notizia prende spunto da una inchiesta

avviata nelle scorse settimane dal Procuratore di Torino Raffaele Guariniello, da sempre attento alla difesa della salute dei cittadini e dei diritti

dei consumatori. Il procuratore ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti con l’accusa di lesioni personali colpose, alla luce dei 49

casi di telarca rilevati all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dall’inizio del 2002. Bambine di pochi anni – in certi casi di

pochi mesi – che hanno avuto manifestazioni precoci dei caratteri tipici della pubertà, come lo sviluppo anomalo delle ghiandole mammarie. L’ indagine

riguarderebbe pero anche due segnalazioni relative a bambini (uno di pochi mesi, l’altro di due anni) toccati da ginecomastia, una sorta di variante

maschile del telarca.
La letteratura medico-scientifica ipotizza, fra le cause di queste manifestazioni di pubertà precoce, una alimentazione a

base di carne con dosi eccessive di ormoni. Ormoni come gli estrogeni, impropriamente utilizzati negli allevamenti per “sostenere” la

crescita muscolare degli animali. Alcune delle mamme sentite da Guariniello hanno confermato l’uso di omogeneizzati nella dieta delle loro bambine

ed il Procuratore ha ordinato ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di prelevare campioni di omogeneizzati di tutte le otto marche in commercio.

Il materiale verrà fatto analizzare dal laboratorio dell’Istituto superiore di Sanità, per verificare l’eventuale eccessiva presenza di ormoni e

valutare un eventuale collegamento con i casi di telarca segnalati.

Il problema medico
Come dicevamo, si parla di telarca quando

una bambina manifesta caratteri tipici della pubertà, come lo sviluppo della ghiandola mammaria, prima degli otto anni d’età. Nel caso di un

bambino si parla di ginecomastia. In tutte e due i casi non siamo comunque in presenza di una patologia, ma di un sintomo che normalmente regredisce in

modo naturale dopo qualche settimana, al massimo dopo qualche mese e non provoca alcun effetto collaterale. Negli ambienti medici, l´accostamento fra il

telarca e un’alimentazione a base di carne viene giudicato con molta cautela, perché sulla base delle statistiche mediche a disposizione,

l’ipotesi di un’origine alimentare è molto rara.

I consigli di pediatri e nutrizionisti
Marcello Giovannini,

pediatra nutrizionista dell’Università di Milano giudica eccessivi i timori innescati dall’inchiesta avviata dalla Procura di Torino:

“In Europa – ha spiegato Giovannini in una intervista al Corriere della Sera – sono in vigore leggi ferree. Non si può gonfiare la

carne con gli ormoni. Non solo, mi risulta che almeno un paio di industrie di baby food importino carne da Argentina ed Uruguay, dove le mandrie sono

allo stato brado. Non esiterei a nutrire mia figlia con questi vasetti, stando ben attento a non eccedere nella quantità”.
Ed è proprio sulla

quantità che convergono i pareri di pediatri e nutrizionisti. “C’è una finestra temporale in cui il bambino prende omogeneizzati perché li

tollera meglio rispetto alla carne preparata in casa. Ma alcune mamme – ha affermato Riccardo D’Avanzo, pediatra della clinica per

l’infanzia Burlo Garofano di Trieste – tendono a portarli avanti per troppi mesi. Ci sono bambini che da 6 a 12 mesi assumono in modo

monotono sempre gli stessi alimenti. Ed è sbagliato”.
Diminuire la quantità di un alimento a favore di una dieta quanto più possibile varia,

spiegano i nutrizionisti, vuol dire difendere i bambini dai rischi che i prodotti alimentari possono nascondere. Anabolizzanti ed estrogeni nella carne,

pesticidi in frutta e verdura, metalli pesanti nel pesce, antibiotici nel latte: solo per fare una rapido riassunto dei pericoli. “La varietà a

tavola – ha spiegato Amleto D’Amicis, ricercatore dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione – consente

di frazionare le eventuali sostanze negative contenute nei cibi. Vietati i capricci, dunque: i bambini che mangiano solo poche cose corrono più rischi

degli altri”.

 

Matteo De Matteis

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