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Il sale contro lo zucchero

luglio 23, 2002 12:00 pm

Due condimenti essenziali di cibi e bevande lottano da anni per sentirsi l’uno superiore all’altro Il sale e lo zucchero si conoscono da secoli e stanno sempre a litigare. Il primo a cominciare è sempre il sale. Perché a dire la verità lo zucchero ha un carattere più affabile, diciamo pure più dolce.Lo zucchero, però,…

Due condimenti essenziali di cibi e bevande lottano da anni per sentirsi l’uno superiore all’altro

Il sale e lo zucchero si conoscono da secoli e stanno sempre a litigare.
Il primo a cominciare è sempre il sale. Perché a dire la verità lo zucchero ha un carattere più affabile, diciamo pure più dolce.
Lo zucchero, però, non si sottrae dal rispondere per le rime al continuo polemizzare del sale.

Nella casa della signora Francesca, sale e zucchero sono da molti anni collocati su una mensola, uno vicino all’altro. Sarà per questa ragione che stanno sempre a discutere.
Il sale da parte sua afferma di essere di gran lunga più importante e gradito alla gente: “Io sono indispensabile nell’organismo degli uomini, ma più di tutto rendo gli alimenti così buoni che senza di me alcuni non riescono a mangiare”, sostiene il sale.
Gli ribatte lo zucchero “Allora come mai molte persone, dopo una certa età, ti devono escludere dalla dieta?”.
“Parli tu” replica il sale “che se un diabetico ti vede scappa mille miglia lontano”.
“A pranzo e a cena sono io il re, tanto è vero che molti mi portano a tavola per aggiungermi alle pietanze a loro discrezione”, sentenzia con fierezza il sale.
“E allora io sono il principe della colazione e della merenda: nel latte, nell’orzo e nel caffè non mettono mica te?” Lo zucchero non perde un colpo.

In una di queste discussioni, lo zucchero, ormai stufo di doversi difendere, lancia una sfida al sale.
“Si è vero”, dice lo zucchero, “siamo entrambi indispensabili a seconda di ciò che viene mangiato o bevuto. Proviamo allora a scambiarci i ruoli. Cambieremo di posto un secondo prima di essere utilizzati. Così tu finirai nel caffè e io sulla carne. Chi di noi due provocherà reazioni di maggiore disgusto avrà perso la gara”.

Il giorno seguente la signora Francesca si sveglia di buon ora, prepara il caffè e ci mette dentro due cucchiaini di quello che lei crede sia zucchero. Dopo aver mescolato, avvicina la tazzina alla bocca e fa un bel sorso.
“Sppprrruzzz”, la signora Francesca sputa il caffè contro il muro. “Maledetto sale, ma come ho fatto a sbagliarmi? Che schifo!” Intanto si pulisce la bocca per togliersi quello sgradevole sapore.
Nel frattempo lo zucchero se la ride. “Aspetta di vedere cosa succederà a pranzo, prima di ridere tanto” precisa il sale.
Arrivata l’ora di pranzo, la vecchia signora cuoce la solita fettina di carne, la condisce con quello che lei crede sale, un po’ d’olio e la mette a tavola. Sta tagliando il primo pezzetto e il sale è già pronto a godersi la sua rivincita. Invece, quando la signora mette in bocca il pezzetto di carne condito con lo zucchero non si lamenta affatto, anzi continua a mangiare non accorgendosi di nulla. Secondo la signora Francesca la carne è più dolce del solito, ma ha comunque un buon sapore.
Sicché l’ultima parola spetta allo zucchero: “Hai visto che io posso stare dappertutto, anche laddove non sono il condimento ideale?”.
Dopo quell’episodio, il sale si azzittì per sempre, lasciando che lo zucchero continuasse serenamente ad addolcire la vita della gente.

 

Gaetano Franzese

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