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Nel pancione, una sorpresa

luglio 4, 2002 12:00 pm

Sara aveva sempre desiderato un fratellino, senza pensare al fatto che molte cose sarebbero cambiate “Ti prego mamma regalami un fratellino”, diceva sempre la piccola Sara, che aveva appena 4 anni e fino ad allora era stata figlia unica. “Non voglio più dormire da sola, non voglio più giocare da sola, voglio un fratellino come…

Sara aveva sempre desiderato un fratellino, senza pensare al fatto che molte cose sarebbero cambiate

“Ti prego mamma regalami un fratellino”, diceva sempre la piccola Sara, che aveva appena 4 anni e fino ad allora era stata figlia unica.
“Non voglio più dormire da sola, non voglio più giocare da sola, voglio un fratellino come tutte le mie amichette”, qualche volta Sara diventava davvero insistente…
Un anno dopo, quando proprio non se lo aspettava più, Sara venne accontentata. Finalmente era in arrivo un fratellino o una sorellina!
Nei mesi successivi alla mamma crebbe un gran pancione, e la bimba era piena d’entusiasmo e stava sempre vicina alla madre per sentire se il piccolo tirava calci e per farle domande su come sarebbe stato questo fratellino. D’accordo con i genitori era stata proprio lei a scegliere il nome: “Si chiamerà Gaio”, aveva deciso “perché Gaio significa gioia, la stessa felicità che ho io per il suo arrivo. E se fosse una femminuccia”, aggiungeva, “allora la chiameremo Gaia”.
Quando era da sola cominciava a fare dei conti con le dita: “Quando nascerà il fratellino o la sorellina io gli insegnerò tante cose, giocheremo sempre insieme e anche quando non potrò uscire avrò qualcuno che mi farà compagnia a casa”.

Poi, finalmente dopo tanta attesa, arrivò il giorno della nascita.
Gaio era bellissimo e aveva in testa un ciuffetto rosso che lo rendeva anche molto simpatico.
Da quel momento la vita di Sara si trasformò.
La mamma si assentò per andare in ospedale e quando tornò a casa era sempre impegnata a dare da mangiare al nuovo arrivato e a ricevere le visite dei parenti e degli amici. La casa si era riempita di moltissimi regali, ma stavolta non erano per lei.
Chiunque andava a trovarli veniva rapito dal ciuffetto rosso di Gaio, e tutte le attenzioni, i complimenti, le carezze erano per lui.
Sara cominciava a non poterne più di quella situazione. Era stufa di essere così poco considerata, sembrava che i parenti neanche si accorgessero della sua presenza.

Così, decise di andare a parlare con la madre: ”Mamma, scusami, ma io mi sono sbagliata a chiederti un fratellino, perciò, per cortesia, portalo via. Io non lo voglio più”.
La madre le accarezzò il viso e le chiese: “Sara, cosa ti sta succedendo?”
La bimba scoppiò in lacrime. “E’ colpa di Gaio. Sono tutti attenti a lui e a me nessuno mi vuole più bene. E poi, Gaio è troppo piccolo per giocare insieme a me. Tu hai sempre paura che si faccia male, ma allora questo fratellino a cosa mi serve?”.
La mamma prese in braccio Sara, e le fece un lungo discorso: “Tesoro mio, anche quando sei nata tu, c’era tanta gente che veniva a trovarti per farti mille coccole e portarti tanti regali. Ora tutto questo spetta a Gaio. Tra un po’ di tempo potrai davvero cominciare a giocare con lui, proprio come avevi sempre desiderato perché Gaio crescerà. Gaio sarà il tuo fratellino più piccolo, perciò tu avrai la responsabilità di accudirlo, di difenderlo dai pericoli e potrai giocarci proprio come fai con i tuoi amichetti a scuola. Quando sarà grande lo aiuterai nei compiti e diventerai per lui una persona davvero importante. Lui ha bisogno di te e tu vuoi mandarlo via?”
Sara cominciò a tranquillizzarsi.

Il giorno dopo la mamma iniziò a delegare alcune mansioni a Sara, in modo da farla sentire importante. “Cullalo un po’ tu, mamma ora ha le braccia stanche”, “Sara prendi il borotalco così cambiamo insieme il fratellino”.
Dopo qualche tempo la mamma disse: “Sara, oggi, dal momento che sono più libera perché Gaio lo tiene la nonna, passeremo tutto il giorno insieme io e te e ti preparerò il tuo dolce preferito; in frigo c’è anche la panna spray con la quale potrai scriverci sopra quello che vuoi”.
A cena, il dolce arrivò a tavola con la scritta “Evviva mio fratello Gaio!”.

 

Gaetano Franzese

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