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Lupi buoni si… diventa

marzo 16, 2001 12:00 pm

Il signor Lupinis, grazie all’amicizia della piccola Nina, scoprì che essere cattivi era troppo faticoso Un sole brillante illuminava il cielo e rendeva l’aria dolcemente tiepida. Il tempo ideale per organizzare un gustoso pic-nic, pensò il signor Lupinis. Si preparò dei panini, chiuse la sua cassaforte a chiave e saltò senza indugio sulla sua bicicletta…

Il signor Lupinis, grazie all’amicizia della piccola Nina, scoprì che essere cattivi era troppo faticoso

Un sole brillante illuminava il cielo e rendeva l’aria dolcemente tiepida. Il tempo ideale per organizzare un gustoso pic-nic, pensò il signor Lupinis. Si preparò dei panini, chiuse la sua cassaforte a chiave e saltò senza indugio sulla sua bicicletta magica. “Bisco-bosco-bu-bu, piccola biciclettina fammi volare nel blu” sussurrò il signor Lupinis, dirigendosi a tutta birra verso la città.
Solo quando si fu allontanato abbastanza, gli animali della foresta uscirono dai loro nascondigli per divertirsi tranquillamente. Il signor Lupinis fischiettava sotto il naso dei cittadini indaffarati che nemmeno lo vedevano. Ma improvvisamente il vento si levò; una prima folata trascinò il signor Lupinis sul tetto di una casa.Una seconda lo fece rotolare giù da un camino. Il signor Lupinis si ritrovò, ancora in sella alla sua bicicletta magica, nella camera della piccola Nina.
“Scusa, non ho fatto apposta ad entrare senza bussare” si affrettò a precisare Lupinis un po’ stordito. “Taci maleducato sto guardando la tele!” disse Nina senza girarsi. “La tele, e che cos’è?” domandò il signor Lupinis; ma non ricevendo risposta si mis e a gonfiare le gomme della sua bicicletta facendo un baccano terribile. “Shhh!” protestò Nina. Il signor Lupinis decisè allora di fare lo stesso il suo pic-nic. “Gnam” diede un bel morso “rumoroso” al suo invitante panino. “Chiudi la bocca quando mangi, fai veramente troppo rumore” disse Nina. “ma io sono un lupo, in fondo! Nel bosco io faccio quello che voglio e tutti hanno paura di me!” ribadì Lupinis.
Nina allora, incuriosita, lo squadrò da capo a piedi. “Ma sei un vero lupo!” esclamò la bambina. “Certo!” disse Lupinis. “Allora mi va bene! E’ meglio della Tv” disse Nina spegnendo l’apparecchio televisivo. Il signor Lupinis le offrì allora un panino e tutti e due mangiarono seduti sul pavimento. “E’ carina la tua bicicletta” disse Nina improvvisamente. “E’ anche magica! Oltre che andare per strada, pensa, può anche volare in cielo! La strega Selena me l’ha data in cambio di un maialino da latte. “Oh povero piccolo maialino! Sei veramente un lupo cattivo allora!” gridò Nina. “Oh io faccio solo il mio lavoro di lupo” rispose Lupinis. “Hai anche una gran bella chiave legata intorno al collo!” disse Nina. “E’ la chiave della mia cassaforte. E’ piena di gioielli e c’è anche la bacchetta magica della fata del Rosaio. “Le hai preso anche la bacchetta?” domandò Nina. “Si, sono forte vero?” si vantò il signor Lupinis. “Non sei che un ladro cattivo! Ho vergogna di averti come amico e poi mi fai paura, vattene! Sono arrabbiata!”. Il signor Lupinis iniziò a singhiozzare. “Oh, non è colpa mia, sai bene che i lupi sono crudeli!”. “Non è vero! Tu con me ti sei mostrato gentile” disse Nina.
Il signor Lupinis si decise presto: “Nina, questa è una promessa: io voglio cambiare, voglio essere gentile. Sali con me sulla bicicletta magica”. Uscirono attraverso la finestra aperta: lui davanti e lei dietro. La bicicletta si fermò davanti alla capanna del signor Lupinis. Lui aprì la grande cassaforte piena di pietre preziose. “Questo tesoro è veramente mio. L’ho trovato in una grotta; i piratiche l’avevano trasportato hanno fatto naufragio poco dopo…” spiegò il signor Lupinis. Nina vide la bella bacchetta magica della fata del Rosaio. “Sai come usarla?” domandò Nina? “Sicuramente! Bisco-bosco-bu-bu vorrei una grossa torta alla crema!” disse il signor Lupinis. Ma non successe niente. “Vedi, questa bacchetta è magica per la fata del Rosaio, ma non per te che l’hai rubata! Bisognerà rendergliela” sentenziò Nina. “Oh peccato, mi piaceva proprio!” sospirò Lupinis.
“Ehi, fata del Rosaio, sono venuto a trovarti!” disse il signor Lupinis tutto gioioso. “Ah! Va piuttosto dalla strega” disse la fata in collera. “Guarda che, grazie a Nina, sono diventato buono” protestò Lupinis ridandole la bacchetta. “Oh, la mia bacchetta! Mi è talmente mancata…grazie mille, signor Lupins!” esultò la fata. “Fata del Rosaio, potresti domandare alla tua bacchetta magica che cosa ne è stato del piccolo maialino?” le chiese Nina. “Bisco-bosco-bu-bu” pronunciò solenne la fata. Allora una nuvola rossa apparve sulla punta della bacchetta; videro, in miniatura, la strega che si apprestava a cuocere il povero maialino dentro una pentolaccia.
“Oh povero maialino!” Come sono stato crudele con lui…corro subito a liberarlo” decise il signor Lupinis. L’acqua nel paiolo stava già bollendo. “blop, blop, blop!” borbottava la strega danzando intorno al maialino. “Strega Selena, eccoti la tyua bicicletta. Restituiscimi questo maialino” le disse il signor Lupinis. “E’ mio e me lo mangerò!” disse la strega. “E se io, in più, ti dessi qualche gioiellino del mio tesoro?” “Beh, beh! In questo caso, te lo renderò sicuramente”. Liberato, il piccolo maialino fuggì senza farsi troppe domande.
Il signor Lupinis e Nina se ne tornarono a piedi. Il lupo urlo quindi a squarciagola: “lasciate i vostri nascondigli, bestioline: grazie a Nina sono diventato buono”. Divise poi il suo tesoro fra tutti gli animali, promise loro non soltanto di non cacciarli più, ma di proteggerli.
Ogni mercoledì, invece di guardare la televisione, Nina prendeva l’autobus; il sigor Lupinis l’aspettava all’ultima fermata, che si trovava al limite del bosco. Quindi facevano insieme un bel pic-nic, e i piccoli animali, insieme alla fata Rosaio, molto spesso, si univano a loro.
A volte incontravano la strega Selena, coperta di gioielli, che fendeva l’aria sulla sua bicicletta magica. Allora tutti ridevano di gusto.

 

Giancarlo Strocchia

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