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La Befana, la vecchina tra mito e leggenda

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Chissà quante volte abbiamo ascoltato la filastrocca, della Befana, e come si lega la sua figura con quella dei Re Magi, visto che la Befana viaggia nel cielo proprio la notte dell’arrivo dei Re Magi? Andiamo a scoprire qual è la sua vera storia e le sue origini, che uniscono in una sola volta tradizioni pagane, usanze popolari e folcloristiche.

La Befana pagana…


Dal greco bifanìa o befanìamanifestazione o rivelazione. L’origine più remota dell’Epifania, a conclusione delle festività natalizie, risale ad una tradizione agraria pagana, legata alla natura e al lavoro nei campi. Al tempo dei romani, nel giorno dell’Epifania, iniziava l’anno solare e si dava il benvenuto all’anno lunare, a celebrare il ritorno alla luce, la dodicesima notte seguente si usava celebrare la morte di Madre Natura e la sua rinascita e si credeva che durante quei dodici giorni misteriose figure femminili, guidate da Diana o da altre divinità come Satìa – abbondanza – volassero sui campi seminati, per augurare la fertilità del terreno e l’abbondanza dei futuri raccolti. Sulla scia della tradizione romana si plasma la più moderna rappresentazione femminile di una donna ormai anziana, che vuole simbolicamente richiamare l’immagine dell’anno vecchio e i doni da lei distribuiti e l’attesa dei rigogliosi frutti del nuovo anno. La Chiesa cattolica ha mostrato da sempre un atteggiamento critico nei confronti di questa celebrazione, ravvisando in essa la presenza di elementi tratti dal mondo satanico e accomunando la divinità alla figura di strega. Nel Medioevo la tradizione popolare contribuisce al cambiamento: la vecchia signora è ora molto simile ad una strega buona, da cui le contrastanti emozioni al confine tra il timore e la felicità, che suscita nell’animo dei bambini nella notte in cui visita le loro case.

Il significato cristiano dell’Epifania


L’Epifania non è altro che la rivelazione, la manifestazione del figlio di Dio agli uomini, di Gesù Cristo ai Re Magi, e il nome Befana non è altro che una storpiatura derivata da questa parola. I tre sacerdoti, arrivati da Oriente, vogliono a tutti i costi raggiungere il luogo della nascita del Signore Gesù, per onorarlo con i loro simbolici doni, oro, incenso e mirra. La cristianizzazione della tradizione dell’Epifania avviene attraverso l’accostamento della Befana alle figure evangeliche dei Magi, in un parallelismo con il mondo cristiano. Come i Magi offrirono doni al neonato bambino Gesù, così lei li offre ai bimbi buoni in ricordo del gesto dei Re, anche se in verità la vecchina dei regali c’entra poco con le parole dei Vangeli. Una famosa leggenda, intrecciando le vite di questi personaggi, narra che i Re non riuscendo a trovare la grotta di Betlemme, durante il loro lungo peregrinare, si fermarono a chiedere informazioni ad una indaffarata anziana signora, che dopo avergli risposto, si rifiutò di seguirli, nonostante la loro insistenza, e che, pentitasi, in seguito, del suo malevolo comportamento e perse le loro tracce, dedicò il resto della sua vita a recapitare personalmente dolciumi in dono a tutti i bambini che avesse incontrato lungo la sua strada, nella speranza di trovare tra loro il bambino Gesù, come forma di penitenza e di richiesta di perdono.

L’attuale festa dell’Epifania


Tradizione tipicamente italiana, l’Epifania si festeggia con grande trepidazione e attesa, soprattutto da parte dei più piccoli, attraverso riti e usanze diverse, seppur tutte affascinanti, come la notte magica del 6 di gennaio. La Befana moderna dismessi gli abiti della Natura ormai vecchia che lascia spazio ai nuovi tempi di prosperità, veste piuttosto vissuta quelli di una vecchina dal naso adunco e dal mento aguzzo che, vestita di stracci rattoppati di mille colori, la notte tra il 5 e il 6 di gennaio, arrivando da cieli lontani a cavallo di una lunga scopa magica e calandosi dai camini o dalle moderne cappe, lascia ai bimbi addormentati beatamente nei loro lettini, tanti doni meravigliosi e colma le calze appositamente appese dei meritevoli, di prelibati dolci, frutti o cioccolate e quelle dei più monelli, di nero carbone. Nel Lazio, dove la festa dell’Epifania è particolarmente sentita, il 6 gennaio si svolgono fiere caratteristiche dedicate alla vecchina buona, tra le più note quella di Piazza Navona a Roma, che quel giorno si anima di mille luci e originali bancarelle e tra i passanti si possono incontrare tante Befane e Babbi Natale, pronti a fare amicizia e farsi immortalare in spiritosi ritratti fotografici. In altre parti d’Italia si usa scambiarsi piccoli doni anche tra adulti o omaggiare il proprio compagno/a con dolci cioccolatini. Anche il nome della Befana muta da regione a regione. E’ la Barbasa a Modena, la Vecchia a Pavia, la Redodesa o Marantega a Venezia, la Berola a Treviso e via dicendo, lungo fiumi di divertimento e fantasia.

Rossi Lina

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