prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Ninna nanna e felicità

luglio 15, 2002 12:00 pm

Una recente ricerca afferma che un’infanzia senza musica rende i bambini infelici e li spinge all’asocialità La musica è indispensabile per lo sviluppo della fantasia e della creatività dei bambini. Di più. Essendo un linguaggio universale rappresenterebbe uno strumento insostituibile per sviluppare nei più piccini la tolleranza e l’apertura nei confronti di una società sempre…

Una recente ricerca afferma che un’infanzia senza musica rende i bambini infelici e li spinge all’asocialità

La musica è indispensabile per lo sviluppo della fantasia e della creatività dei bambini. Di più. Essendo un linguaggio universale rappresenterebbe uno strumento insostituibile per sviluppare nei più piccini la tolleranza e l’apertura nei confronti di una società sempre più multirazziale.
E’ il parere di oltre 100 esperti, tra psicologi, pediatri, pedagogisti e musico-terapeuti, che hanno preso parte ad una recente indagine commissionata da Disney Interactive sul tema del rapporto tra la musica e il processo formativo dei piccini.

Musica e ninna nanna per crescere sereni
La musica è uno strumento fondamentale di sviluppo a detta di tutti gli esperti interpellati.
Ben l’88 per cento ritiene addirittura che i bambini vadano avvicinati all’ascolto delle sette note nei primi anni di vita mentre, per il 35 per cento, non bisogna tardare oltre i primi mesi.
E i modi per farlo sono tanti, avvertono gli esperti. Oltre alle canzoncine, alle voci dei cantanti, ai sottofondi di buoni videogiochi musicali o del computer, tra i segreti da rispolverare per garantire una crescita “sana” e un’infanzia serena c’è soprattutto la “vecchia, cara, ninna nanna”.
Una pratica che sta drammaticamente scomparendo dalle famiglie contemporanee ma che resta fondamentale per i più piccoli. Una delle conseguenze, secondo la ricerca, della mancanza delle sette note sarebbe addirittura l’asocialità, accompagnata da un’inconsolabile tristezza.
Ma è davvero possibile?
“Sicuramente – spiega Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all’università La Sapienza di Roma – la musica ha un ruolo importante nel favorire la socialità dei bambini che, però, trova anche altre vie per esprimersi. Il valore della ninna nanna, in particolare, si è affermato nei secoli proprio perché la persona che canta, la mamma, il papà, la tata, creano per i bambini i presupposti per la comunicazione”. Un passaggio importante per la formazione dei più piccoli, insomma, senza però essere tale da incidere così tanto sul futuro dei bambini.
Ma per quale motivo musica e ninna nanna sono così gradite dai nostri cuccioli?

Filastrocche, nenie e canzoncine: “piaceri” che hanno origini lontane
“Bisogna subito distinguere – spiega ancora Anna Oliverio Ferraris – tra musica e ninna nanna. Quest’ultima, in particolare, piace molto nei primi anni della vita. I bebè hanno infatti un senso innato del ritmo e, pur non riconoscendo le parole, hanno sensibilità alla voce umana: colgono la musicalità della lingua e solo crescendo comprendono il significato dei vari termini”.
Via libera a nenie, filastrocche e canzoncine in rima, allora, che “cullano” i bambini e a cui questi rispondono, lo hanno provato oramai tante ricerche, con tutta una serie di micromovimenti.
Oltre alla ninna nanna, anche l’ascolto di buona musica ha però effetti positivi nella formazione e nella crescita dei bambini. “L’intelligenza musicale – riprende Anna Oliverio Ferraris – è la più precoce a svilupparsi e resta per tutta la vita. Melodie semplici, basate sul senso del ritmo e adatte al livello di sviluppo del bambino – conclude – sono quindi particolarmente adatte alla crescita”.
E, in più, hanno un fondamentale valore educativo poiché arricchiscono il loro vocabolario.

 

Antonella Valentini

- -



Advertising