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Coccole e contatto fisico sono essenziali per lo sviluppo del neonato

aprile 16, 2014 10:22 am

Abbracci, coccole, baci, momenti di affetto e scambio con il proprio bambino non sono solo manifestazioni di affetto: aiutano il bambino a crescere e a fortificarsi, la pelle è cosparsa di recettori nervosi del tatto.

Riuscirò a fargli capire quanto gli voglio bene?. È il pensiero di tutte le mamme davanti all’emozione di tenere tra le braccia il proprio figlio appena nato: piccolo, delicato, sembra incapace di comunicare con il mondo esterno. Un modo del tutto naturale esiste ed è il più semplice e spontaneo che ci sia: regalare tante coccole al proprio bambino. Per il neonato, infatti, ma anche per il bambino di pochi mesi, il tocco della propria mamma equivale a sentirsi dire: sono qui accanto a te e ti voglio bene. Lo ha dimostrato, ancora una volta, uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.

Una leggera carezza fonte di piacere
Gli autori dello studio sono i ricercatori coordinati dalla dottoressa Merle Fairhurst del the Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Leipzig, in Germania. Gli esperti si sono concentrati sull’effetto di stimoli tattili di vario tipo sulla pelle di neonati: i piccoli venivano tenuti sulle gambe di un genitore e gli psicologi sfioravano il loro braccio con un pennello a differenti velocità. Le reazioni corporee dei piccoli sono state misurate con la valutazione obiettiva degli psicologi ma anche con vari strumenti, che hanno valutato, per esempio, il ritmo cardiaco del neonato, le espressioni del viso, i loro movimenti. I bimbi sono risultati sensibili a stimoli tattili gentili simili a quelli di una carezza, che sono stati ottenuti sfiorando il loro braccio con il pennello a media velocità. I neonati reagiscono a uno stimolo tattile gentile con il rallentamento del ritmo cardiaco e la loro sensibilità a questo tipo di stimoli sembra corrispondere a quella dei genitori, come fosse una dote innata e ereditaria. I ricercatori hanno potuto verificare, ancora una volta, che la capacità di percepire ed essere sensibile al tocco piacevole di una carezza è attiva sin dai primi mesi di vita.

Il dialogo passa attraverso il tocco
I bambini piccoli sono molto sensibili alle carezze e ai tocchi gentili perché i recettori del tatto, che regolano il trasporto della sensibilità cutanea, sono i primi ad entrare in attività dopo il concepimento e già nei primi mesi di gravidanza trasmettono al neonato le sensazioni di sfioramento e carezze dell’unica fonte di contatto che il piccolo ha nella vita intrauterina: il liquido amniotico. A ogni movimento della mamma il liquido amniotico fluttua, esercitando una leggera pressione, un ondeggiante massaggio liquido sull’intera superficie corporea del bambino e continuando quindi a stimolare la ricettività tattile delle cellule cutanee. Questa capacità è attiva più che mai alla nascita, quando il bambino ha già alcuni sensi ben sviluppati: l’udito, l’olfatto e il gusto ma, essendo in un mondo tutto nuovo non hanno ancora imparato altri strumenti di comunicazione. Attraverso il tatto, invece, la mamma può comunicare con il proprio bambino perché il piccolo comprende le carezze, gli sfioramenti, i baci, il fatto di essere tenuto tra le braccia della mamma. Questo tipo di contatto lo riporta nella sicurezza del grembo materno e per lui è sinonimo di felicità, serenità e benessere. Per i neonati, quindi, essere toccati è fonte di intenso benessere: ecco perché, nei reparti di neonatologia, si cerca di favorire il più possibile il contatto tra la mamma, papà e i piccoli prematuri.

Bambino amato, bambino più forte e felice
E, poiché essere accarezzati è una fonte di piacere, il sistema nervoso del bimbo grazie a questo contatto secerne endorfine. Si tratta di ormoni naturali che si accompagnano a una situazione di benessere e che favoriscono il relax, il sonno e quindi tutti i benefici che derivano al bambino dal buon riposo. Conseguentemente il neonato cresce più sano perché si produce una maggior quantità di cellule di difesa immunitaria, lo sviluppo cognitivo sarà più completo e precoce e le coliche gassose saranno più in controllo. I bambini, di fatto, dialogano con la mamma proprio attraverso le coccole e le carezze. Tra le braccia dei genitori, poi, il tocco affettuoso è accompagnato da sguardi carichi di amore, sorrisi e parole dolci e sussurrate. Il bambino impara presto ad associare il piacere delle sensazioni tattili con il significato altrettanto piacevole delle parole affettuose e dei sorrisi e quindi compie un percorso di maturazione affettiva più completo e profondo. Oltre che con le coccole, i genitori possono favorire un legame più stretto con il bambino anche in altri modi: per esempio prendendosi cura di lui durante il bagnetto, un momento in cui le cure di mamma e papà sono accompagnate dal piacevole abbraccio dell’acqua tiepida oppure con un massaggio dopo il bagnetto, con due gocce di olio per bambini. Sarà un momento speciale per tutta la famigliola.

Lina Rossi

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