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La baby-sitter giusta non solo per il nostro bambino ma anche per noi

settembre 11, 2013 9:30 am

Se abbiamo deciso di affidare il nostro piccolo ad una tata è il tempo di scegliere. Quali caratteristiche dobbiamo osservare per scegliere quella giusta, affidabile, seria e al tempo stesso affettuosa a giocherellona.

Sono molte le mamme che approfittano dell’autunno per riprendere il lavoro. Per chi non ha la fortuna di contare su nonni disponibili e attivi o chi non opta per il nido, rimane una terza alternativa: la tata, o baby-sitter. Questa figura professionale costituisce un po’ un’incognita: anche una volta appurato che si tratti di persona seria e affidabile, resta sempre il dubbio di come si troverà il bambino in sua presenza. Per questo è importante non aspettare l’ultima settimana prima della ripresa del lavoro: ci si deve organizzare con un bel po’ di anticipo, anche qualche mese prima. Questo lasso di tempo permette infatti non solo di scegliere senza fretta la persona adatta tra le varie candidate, limitando il rischio di commettere errori di valutazione, ma dà anche il tempo a mamma e bambino di conoscere la persona, di abituarsi e perfino di affezionarsi.

Dove scovare la tata ideale
Una buona tata può essere reperita attraverso agenzie o cooperative che forniscono personale esperto nella cura dei bambini piccoli. Il costo è un po’ elevato, ma garantisce la certezza che si tratti di una persona che conosce il suo mestiere, con una certa esperienza e anche una copertura assicurativa. Inoltre, se la tata si ammala, l’agenzia può fornire una sostituzione, cosa che agevola non poco la famiglia. Un’alternativa è il classico passaparola tra amiche e conoscenti con bambini: le altre mamme sono spesso la più valida delle referenze. Meglio diffidare di persone che lasciano annunci nelle bacheche del supermercato o addirittura per strada, dichiarandosi disposte anche ad accudire le persone anziane o ad occuparsi della casa: significa che non hanno un’esperienza specifica nella cura di un bambino. Lo stesso discorso vale per le ragazze giovani, spesso studentesse desiderose di guadagnare qualche soldino: di solito sono completamente prive di esperienza per gestire i piccolissimi. L’esperienza con i bambini di pochi mesi deve essere, invece, il principale requisito. Certo, se la tata è disposta anche a sistemare il lettino o a lavare un pigiamino macchiato, tanto meglio, ma deve essere in grado, prima di tutto, di occuparsi del bambino in modo autonomo.

I requisiti della tata
Un bimbo nel periodo dello svezzamento va seguito da una persona in grado di preparare la pappa in modo autonomo e di somministrarla al bambino con la dovuta dolcezza, ma anche con fermezza, senza mai perdere la pazienza e alzare la voce. È necessaria, quindi, una certa esperienza perché prendersi cura di un bambino molto piccolo è un lavoro impegnativo che mette a dura prova pazienza e capacità di resistenza. La tata ideale è anche una persona attiva e ottimista, capace di proporre nel tempo attività coinvolgenti che stimolino lo sviluppo cognitivo del piccolo, di fatto trascorreranno molte ore al giorno insieme. È una persona che, all’occorrenza, capisce se avvisare subito la mamma se il piccolo non sta bene e, nel frattempo, sa gestire la situazione con calma e tranquillità. La baby-sitter giusta è anche quella che il bambino accoglie con gioia, con in gran sorriso sul suo faccino.

Come abituare il bambino
Questo, ovviamente, avverrà più avanti: nel primo periodo ci sarà una fase di normale rodaggio, durante la quale il bimbo, specialmente se è già verso i sette-otto mesi, piangerà nel vedere la mamma allontanarsi. Perché il bambino si abitui, qualunque sia la sua età non è il caso di lasciarlo subito da solo con la tata: entrambi hanno bisogno di tempo per conoscersi e anche i genitori devono testare la relazione tra il piccolo e la tata. Se non c’è feeling, infatti, bisogna avere il tempo di cambiare. Il tempo ideale per capire tutto questo è almeno una settimana: per i primi giorni può essere presente anche la mamma, poi, progressivamente, la baby-sitter proverà a gestire il bambino da sola, prima per un’oretta, poi per due, quindi per tutta la giornata. La mamma dovrebbe sorvegliare non solo i momenti di svago, come il gioco o la passeggiata, ma soprattutto gli ambiti più critici della pappa e del sonnellino. La tata va assunta solo se i genitori si sentono sicuri al cento per cento: perché un bambino merita solo il meglio.

Giorgia Andretti

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