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La flora intestinale è la principale responsabile delle coliche gassose

gennaio 23, 2013 4:40 pm

Fino a oggi si pensava che le coliche gassose serali fossero dovute alla poppata. Alcuni studiosi hanno invece ipotizzato una casualità diversa: la colpa potrebbe essere della composizione della flora intestinale

Le coliche gassose dei neonati potrebbero essere dovute alla particolare composizione della microflora batterica intestinale. Sarà così possibile individuare un sistema per affrontare questo fastidioso disturbo, che riguarda moltissimi bimbi appena nati. A renderlo noto sulla rivista Pediatrics è un’equipe di ricercatori olandesi della Radboud University Nijmegen. Dai loro studi si evince l’origine delle coliche gassose: sarebbero dovute alla particolare composizione della microflora intestinale di alcuni piccoli. Potrebbe quindi essere utile somministrare ai bambini soggetti a coliche fermenti lattici probiotici, come già aveva consigliato qualche tempo fa il gruppo di ricerca del dottor Savino dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

I sintomi delle coliche gassose
Molto spesso i neonati tra le due o tre settimane fino al compimento del terzo o quarto mese, attraversano una fase in cui le loro giornate, specialmente nelle ore serali o notturne, sono interrotte da forti crisi di pianto difficilmente consolabile, alle quali i genitori, soprattutto se inesperti, non sanno dare una spiegazione e rispetto alle quali non sanno come intervenire. Nella maggior parte dei casi la causa dell’improvviso e acuto disagio dei bimbi è dovuto agli spasmi addominali, meglio conosciuti come coliche gassose. Chiari sono i segnali delle coliche: non solo le acute urla dei nostri piccolini, ma anche i movimenti del loro corpo. Durante le improvvise crisi posiamo notare, infatti, di come il piccolo, congestionato in viso, tenderà a contorcersi, scalciando e portando ripetutamente le gambine verso l’addome, che apparirà più contratto del solito. Questo disturbo non preoccupante e diffusissimo, va affrontato con molta pazienza e serenità, mettendo in pratica semplici rimedi atti ad alleviare i sintomi, in attesa di risposte certe e ausili più efficaci.

Le possibili cause del disturbo
Sulle reali cause di questo fastidiosissimo disturbo non esiste ancora un’assoluta certezza. Tra le probabili, magari anche presenti nello stesso tempo:

• l’ingerimento di aria durante l’allattamento al seno o al biberon, che dallo stomaco giunge nell’intestino e ne causa tensione e dolore;
• l’immaturità dell’intestino, in particolar modo del sistema nervoso autonomo, che controlla anche le contrazioni addominali. Inoltre l’intestino del neonato inizia a funzionare solo immediatamente dopo la nascita e dunque necessita di un periodo di rodaggio, proprio ahimè tramite forti contrazioni, per raggiungere un perfetto funzionamento;
• stress da distacco, dopo il lungo periodo di vita intrauterina oppure eccessiva ansietà dei neogenitori. Non a caso i disturbi spesso compaiono al termine della giornata, momento di maggiore stanchezza sia del bimbo che dei genitori;
• ulteriore ipotesi, ben più rara e accompagnata da sintomi più seri, come forte ritardo nella crescita o diarrea, è quella dell’intolleranza al latte vaccino. Con il consulto del pediatra si può modificare il tipo di latte, utilizzandone uno dietetico, in cui sono assenti le proteine del latte vaccino, se il bimbo è allattato artificialmente o evitare che venga in contatto con le proteine animali in questione, attraverso la sospensione o la riduzione temporanea delle stesse nella dieta della mamma, se il bimbo è allattato al seno.

E se fosse davvero la flora batterica?
Secondo i ricercatori olandesi, da un semplice esame delle feci dei neonati soggetti a coliche, si evidenzierebbe, già nelle primissime settimane di vita, la maggiore presenza di proteobatteri, microorganismi molti dei quali generatori di gas e principali responsabili dei forti crampi addominali, che tanto fanno soffrire i piccoli neonati. Inoltre, utilizzando la tecnica di sequenziamento del Dna, con la comparazione periodica, per circa cento giorni dalla nascita, delle feci di due gruppi di dodici neonati, è emerso che nell’intestino dei bimbi affetti da coliche gassose si riscontrava una più lenta riproduzione dei bifidobatteri e dei lattobacilli, così detti batteri buoni, perchè regolatori del dolore e con effetto antinfiammatorio dell’intestino stesso. Gli studiosi propongono, in primis, la ricerca su scala maggiore al fine di dare più attendibilità alle loro evidenze, ritenendo che, in caso di riscontri positivi, da un semplice esame batteriologico individuale, si potrebbe sin dai primi giorni di vita dei nostri figli individuare i soggetti a rischio coliche e in tal caso prevenirle attraverso l’ausilio di appositi probiotici. Una scoperta non da poco, che porterebbe sicuramente una ventata di serenità nella vita di genitori e piccoli.

Come affrontare il momento della colica
In attesa di conferme della recente ricerca, possiamo comunque ricorrere agli strumenti tradizionali per rendere i dolori al pancino un po’ più sopportabili. Innanzitutto optiamo per il contatto fisico, quindi prendiamo in braccio il bimbo, preferendo la posizione in cui il bebè, a pancia in giù, poggia il capo nell’incavo del braccio e la mano del genitore, tenuta tra le gambe, raggiunge e sostiene il suo addome. Camminiamo o sobbalziamo delicatamente e ritmicamente, per rilassare il piccolo e favorire l’espulsione del gas in eccesso. In un secondo tempo possiamo, sempre allo stesso scopo, flettere le sue gambine verso il pancino, ripetendo il movimento lentamente per un po’ o altrimenti stimolare la fuoriuscita di aria, ma solo di tanto in tanto per evitare irritazioni locali, con il termometro o piccole sondine rettali in vendita in farmacia. Può risultare utile anche uno specifico massaggio rotatorio intorno all’ombelico o un caldo bagnetto, entrambi di aiuto alla espulsione dell’aria attraverso il rilassamento muscolare. In alcuni casi possono attenuare l’intensità del dolore tisane rilassanti non zuccherate alla camomilla o al finocchio. Certamente da evitare è attaccare il bimbo al seno, un’ulteriore ingestione d’aria potrebbe aumentare i dolori già presenti, nonché indurre un uso-ciuccio, quindi scorretto, del seno. Solo nei casi più complessi e di difficile gestione alcuni pediatri, ma molti sono discordi sulla loro reale efficacia, possono suggerire l’uso di adeguati farmaci antispastici o antimeteorici, che non assorbiti dall’organismo, rilassano la muscolatura intestinale. Se ne consiglia l’assunzione in momenti diversi della giornata e sempre in via preventiva, mai a colica iniziata.

Fabiana Angelucci

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