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Vacanza in montagna con il piccolo

agosto 6, 2010 12:39 pm

Con un neonato tra boschi, cime e sentieri: è quello che ci vuole per una meritata vacanza di riposo dopo le fatiche dello svezzamento. A tutto beneficio del bambino e della mamma La montagna è senz’altro consigliata ai bambini perché offre numerosi vantaggi. Qui il piccolo, lontano dalle fonti di inquinamento delle grandi città, si…

Vacanza in montagna con il piccolo

Con un neonato tra boschi, cime e sentieri: è quello che ci vuole per una meritata vacanza di riposo dopo le fatiche dello svezzamento. A tutto beneficio del bambino e della mamma

La montagna è senz’altro consigliata ai bambini perché offre numerosi vantaggi. Qui il piccolo, lontano dalle fonti di inquinamento delle grandi città, si trova alla presenza di una rigogliosa vegetazione e respira aria pura: questo cambiamento d’aria rafforza il sistema di difesa naturale e affina le capacità di termoregolazione, utile per prevenire le malattie da raffreddamento. Inoltre l’ambiente rilassante, tranquillo e genuino della montagna ben si accorda con le esigenze di un neonato.


Con il bimbo, mai troppo in alto

La quota ideale per i bambini più piccoli è compresa tra gli 800 e i 1.200 metri di altitudine, con un clima collinare o di bassa montagna, privo di temperature eccessivamente rigide che potrebbero comportare uno sbalzo troppo intenso per l’organismo del piccolo. Queste quote sono consigliate anche per motivi di pressione dell’aria: man mano che si sale in altezza, infatti, l’ossigeno diventa sempre più rarefatto e questo comporta uno sforzo maggiore da parte del cuore del bambino per ossigenare il sangue. A differenza degli adulti, a cui bastano 1-2 giorni, il bambino impiega circa una settimana per adattarsi ai cambiamenti di clima. Quindi, affrontare questo sbalzo per un solo fine settimana è spesso controproducente, soprattutto se il viaggio per raggiungere la località di montagna è abbastanza lungo (più di 3 ore). Bisogna sapere che, nelle prime settimane di soggiorno, gli effetti post viaggio, i cambiamenti di clima e di abitudini possono rendere il bambino irritabile, fargli subire alterazioni dei ritmi del sonno, causargli stitichezza. E’ opportuno allora unire più giorni di vacanza (minimo una settimana) ed evitare di sottoporre il bambino a questo stress se non si è in grado di garantirgli il tempo necessario a superarlo. Una volta scelta la località dove soggiornare, sarebbe bene telefonare all’ufficio turistico per informarsi sui servizi offerti dalla stessa: chiedere quali sono i servizi sanitari disponibili, dove si trova l’ospedale più vicino, a chi ci si può rivolgere in caso di bisogno, quali sono le farmacie più comode.

I benefici dell’aria aperta
Il benessere che il bambino ottiene dallo stare in montagna è connesso alle ore trascorse all’aria aperta. Se l’altitudine non è eccessiva ed è un periodo caldo, si può uscire a metà mattina, dalle 10 alle 12, oppure a metà pomeriggio dalle 16 alle 18. Se fa più fresco, è bene uscire nelle ore centrali della giornata dalle 11.00 alle 15.00, quando la temperatura è meno rigida e ci sono minori sbalzi termici, evitando invece passeggiate la mattina presto o dopo il tramonto. Nulla vieta di far riposare il bambino nella carrozzina, scegliendo una strada tranquilla in un giardino o in un bosco, su un terreno non troppo dissestato avendo cura di schermare la luce del sole troppo intensa. Il piccolo, cullato dal ritmo della carrozzina, riposerà bene come a casa e respirando aria buona. Nelle giornate molto fredde invece è sempre bene ridurre i tempi delle uscite, soprattutto quando tira vento: questo raffredda molto rapidamente il corpo del piccolo e può irritare la gola, gli occhi e la pelle, con il rischio di provocare tosse e congiuntivite.

Un abbigliamento “a cipolla”
Per i climi montani l’abbigliamento più indicato è quello “a strati”, composto da più capi sovrapposti, piuttosto che da pochi vestiti molto pesanti: questa tecnica consente infatti di spogliare o vestire il bambino a seconda dei cambiamenti della temperatura. Con le basse temperature della montagna anche in estate sono indispensabili capi pesanti: un maglione di lana per la sera, una giacca a vento per ripararlo dalla pioggia a volte improvvisa, un cappellino che ripari le orecchie del piccolo se la giornata è particolarmente ventosa. Durante il giorno, se c’è il sole e fa caldo, va bene anche un abbigliamento più leggero con T-shirt e calzoncini. Infine, è bene non dimenticare mai di proteggere la pelle delicata del bimbo con creme con fattori di protezione totali. È bene avere con sé anche un prodotto naturale repellente contro le punture d’insetti, che in montagna non mancano mai!

 

Angela Salini

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