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Singhiozzo del neonato, perché è frequente

ottobre 10, 2018 1:00 pm

Nel bambino piccolissimo il singhiozzo è una manifestazione frequente, è indice di immaturità fisiologica del sistema digerente. Nulla di preoccupante, inoltre, al neonato non causa fastidio

Se, al termine della poppata il neonato è colto quasi sempre dal singhiozzo, non ci si deve preoccupare, è questa una manifestazione piuttosto frequente: nove neonati su dieci ne sono affetti. Si tratta di un piccolo disturbo del tutto innocuo, compare già quando il piccolo è nel ventre materno. Con piccoli trucchi si può far passare il singhiozzo più in fretta.

 

Singhiozzo dopo la poppata

Il singhiozzo compare quando viene stimolato il nervo frenico, è uno dei nervi che attraversa il diaframma, la membrana che separa il torace dall’addome. Il nervo frenico riceve uno stimolo improvviso, come avviene quando lo stomaco tenta di liberarsi dal cibo o dai succhi gastrici e trasmette l’impulso al diaframma il quale si contrae ritmicamente. Questo in genere avviene dopo la poppata.  Il latte passa dalla bocca allo stomaco attraverso l’esofago che collega i due organi; il passaggio è regolato da una valvola, che si chiama cardias la quale si apre quando passa il cibo per poi richiudersi subito dopo. E’ sufficiente che un piccolo rigurgito di latte torni nell’esofago per stimolare il nervo frenico scatenando i sussulti. La causa di questo è proprio la conformazione che hanno lo stomaco e l’esofago dei bambini piccoli, in cui il diaframma si trova più in alto rispetto al cardias e di conseguenza non riesce a tenere ben chiusa la valvola. Poppare in fretta, oppure piangere a lungo prima della poppata sono situazioni che rendono più facile la comparsa del singhiozzo.

Piccoli trucchi per far passare il singhiozzo

Il singhiozzo non disturba il bimbo e, nella maggior parte dei casi, cessa spontaneamente. Tuttavia, se l’inconveniente si presenta con una certa frequenza o non passa nel giro di venti minuti, si può ricorrere a piccoli trucchi, rimedi tradizionali, dolci ed efficaci a bloccare i singulti. Tenere il bimbo in posizione verticale, appoggiato contro il proprio petto e massaggiandogli la schiena, lo aiuta a rilassarsi e a distendere la muscolatura diaframmatica. Può servire anche far bere al bambino qualche goccia d’acqua fredda con il cucchiaino o con il contagocce. Il sistema più utile è attaccare il bambino al seno: poppare con regolarità aiuta il bambino a rilassarsi e a non ingerire troppa aria. Attenzione, però: non è un metodo che funziona con il biberon, a meno che non si scelta una tettarella anti singhiozzo

 

Gli errori da non commettere per far passare il singhiozzo

Un rimedio della nonna consisteva nell’utilizzare le gocce di limone. Queste contengono in effetti sostanze che riducono la contrattilità delle fibre muscolari che costituiscono le valvole della parte superiore dell’apparato digerente. Di conseguenza il bambino è meno soggetto a Reflusso Gastrico e quindi anche il singhiozzo si presenta più raramente. È meglio però non utilizzare questo rimedio prima dell’anno di età, perché le sostanze contenute nel limone e in generale negli agrumi possono scatenare reazioni allergiche. No anche a tappare con le dita le narici del neonato: negli adulti e nei bambini più grandi è efficace, ma potrebbe scatenare reazioni di pianto nel piccolissimo. Se poi il singhiozzo non passa nel giro di mezz’ora e soprattutto il piccolo appare sofferente, è meglio rivolgersi al pediatra, per escludere che abbia ingerito, senza che i genitori si siano accorti, qualche sostanza che gli provoca irritazione all’esofago.

 

Lina Rossi

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